Ieri al TG parlavano di un nuovo film, dove Penelope Cruz canta un famosissimo tango di Gardel, "Volver" … … … per me è stato immediato, ho rivisto mia nonna con l’ asse da stiro, cesta del bucato e la vecchia radio pesante che cantava a squaciagola los tangos con la voce di un uomo splendido, carismatico, e ormai mitico: Carlos Gardel. Per me sono ricordi che profumano di vapore caldo e acqua inamidata …….. e così mi sono andata a cercare un pò di canzoni, e mi sono ritrovata con questa canzone! "Cambalache".
Che parole!!!
Scritta nel 1935 da Enrique Santos Discepolo. Spesso cio che ha scritto è stato accolto per il puro valore filosofico, nel suo pensiero pessimista e lungivirante …. un canzoniere filosofo, il piccolo Discepolìto, rimasto orfano da bambino e cresciuto con il fratello maggiore, lavorando in un teatro, componeva il testo in lunfardo (dialetto di Buenos Aires) e la musica digitando sulla tastiera con due indici, in seguito faceva affinare tutto da un musicista, dimostrava di possedere senso del ritmo, ingenio … insomma! Chi saprebbe esprimere così tanto possedendo così poche diponibilità culturali??? Nato nel 1901, ha visto cose che sono vere ancora adesso … è morto nel 1951 … di anoressia.
E qui vi lascio le parole, la canzone io ve la farei solo ascoltare per sottolineare l’ epoca, la rende spettacolare!!!! Ma prima! LA POESIA!
Drogheria (Disordine)
Che il mondo è stato e sarà una porcheria, gia lo so,
nel cinquecentosei e nel duemila anche;
che sempre ci sono stati ladri,
ipocriti e amareggiati, valori e oro finto.
Però che il ventesimo secolo è uno spiegamento
di cattiveria insolente gia non c’ è chi lo neghi;
viviamo ribaltati in un ingarbugliamento
e nello stesso fango tutti maltrattati.
Oggi succede che è lo stesso essere corretti che traditori,
ignorante, saggio, ladro, generoso, truffatore.
Tutto è uguale, niente è meglio,
lo stesso un asino che un gran professore!
Non ci sono rimandati ne graduatorie,
gli immorali ci hanno eguagliato …
Se uno vive nell’ inganno
e un altro ruba nella sua ambizione,
fa lo stesso che sia prete,
fannullone, re dei cafoni,
faccia tosta o poliziotto.
Che mancanza di rispetto, che inciampo alla ragione!
Chiunque è un signore, chiunque è un ladro!
Mischiati con Stavisky vanno don Bosco (San Giovanni Bosco, dei Salesiani) e la Rosetta (pane da tavola)
don Chicho (un mafioso) e Napoleone, Carnera (campione della box) e San Martino (liberatore dell’ Argentina).
Uguale che la vetrina irrispettosa
delle drogherie si mischia la vita,
e ferita da un perno senza vite
vedi piangere la bibbia contro un boiler.
Ventesimo secolo, drogheria, problematica e febrile,
quello che non piange non beve e chi non ruba è un pirla.
Dai allora, dai che va,
che la nel forno ci incontreremo!
Non pensare più, buttati a un lato,
che a nessuno importa se sei nato risparmiato!
Se è lo stesso uno che lavora
notte e giorno come un mulo
che quello che vive delle donne, (chi fa il magnaccia)
che chi uccide o chi cura
o è fuori legge.
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Carlos Gardel - Cambalache
Que el mundo fue y será una porquería, ya lo sé,
en el quinientos seis y en el dos mil también;
que siempre ha habido chorros,
maquiávelos y estafáos,
contentos y amargaos, valores y dublé.
Pero que el siglo veinte es un despliegue
de maldá insolente ya no hay quien lo niegue,
vivimos revolcaos en un merengue
y en el mismo lodo todos manoseaos.
Hoy resulta que es lo mismo ser derecho que traidor,
ignorante, sabio, chorro, generoso, estafador.
¡Todo es igual, nada es mejor,
lo mismo un burro que un gran profesor!
No hay aplazaos ni escalafón,
los inmorales nos han igualao…
Si uno vive en la impostura
y otro afana en su ambición,
da lo mismo que sea cura,
colchonero, rey de bastos,
caradura o polizón.
¡Qué falta de respeto, qué atropello a la razón!
¡Cualquiera es un señor, cualquiera es un ladrón!
Mezclaos con Stavisky van don Bosco y la Mignon,
don Chicho y Napoleón, Carnera y San Martín.
Igual que en la vidriera irrespetuosa
de los cambalaches se ha mezclao la vida,
y herida por un sable sin remache
ves llorar la Biblia contra un calefón.
Siglo veinte, cambalache, problemático y febril,
el que no llora no mama y el que no afana es un gil.
¡Dale nomás, dale que va,
que allá en el horno te vamo a encontrar!
¡No pienses más, tirate a un lao,
que a nadie importa si naciste honrao!
Si es lo mismo el que labura
noche y día como un buey
que el que vive de las minas,
que el que mata o el que cura
o está fuera de la ley.
(Lyric from Lyrics & Songs <www.lyrics-songs.com>)