Archivio per Giugno 2006

Il mio angolo di cielo

Giugno 27, 2006

E la mattina ti guardai dormire.

Mi svegliai in un abbraccio caldo fatto di sole e di braccia, e io sentì qualcosa sciogliersi dentro che mi lasciò irrequieta.
Di tutti i baci e di tutte le tenerezze solo in quel momento ho guardato oltre. Con timore.
Ma tu eri li. E dolcemente mi cingevi tenendomi salda alla verità.

Non era niente a cui fossi abituata, nulla che conoscessi, eppure sapevo di aver cercato questo a lungo pur non possedendone la forma e la dimensione per descrivela.
Era tutto vero, non eravamo altrove.

Non sapevo fossi tu …………….. ma era da tanto tempo che ti aspettavo.

Allora mi girai e ti guardai dormire.
Ti guardai perdutamente affamata di quell’ immagine … ti seguivo respirare tutta la luce che entrava dalla finestra … e non potevo, ne riuscivo a smettere di fissare tutto di te in me, insiprando il colore candido della tua pelle.
Con gli occhi accarezzai tutto il tuo viso per non svegliarti.
Avevi quasi un sorriso sulle labbra, e sembrava parlare di una serenità che ti invidiai … … … io che non so dormire da sempre, e sono sempre in ansia … desiderai il contagio! Contagiami!
Mi sembravi un bambino. Un bambino sereno e senza pensieri.
Mi scoppio la tenerezza in gola. Ti volevo bene.

Io ti voglio bene.

Ti guardavo … e tu con gli occhi chiusi sapevi dove cercarmi con le mani. E io con gli occhi chiusi sapevo dove sarei voluta rimanere mentre un altro abbraccio mi ridava respiro in quella strana paura che cominciavo ad avere. Sospirando contro la tua pelle cercavo di nuovo lo smarrimento con cui ti avevo abbracciato quella notte che si era presa la mia paura e poi era volata via.

Ma non riaccadeva … e come sotto un incantesimo riprendevo a guardarti senza saper fare niente … nient’altro che sorriderti mentre dormivi, e intanto pensavo "… adesso lo sveglio e lo divoro di baci …"

Un senso euforico mi appagava e allo stesso tempo mi preoccupava.
Non avevo nessun pentimento. Nessuna angoscia. Nessuna delusione o paura. Niente di quello che ero prima di incontrarti era sopravvissuto, appassendo precipitosamente.
"… sono un irresponsabile …"
Forse non lo sai: ma oltre un punto e a capo su quel argomento … avevi aggiunto una frase dal sapore dolce e un punto esclamativo!
Non avevo dubbi: ti ho incontranto per incontrarmi.
Tu sei stato mio.
E adesso che mi avevi fatta tua … mi sentivo più mia … più io

Volevo te, ma senza interagire con quel immagine. Volevo rimanessi con me per tutto quello che non si può afferare, nemmeno con le parole. Volevo trattenere il tuo affetto, il tuo rispetto. La tua tenerezza e tutti i tuoi gesti. Volevo il tuo sguardo su di me, e la tua risata. Volevo la tua voce che dipinge il mio nome.
Perchè era questo che era per me ……. e non tu.

No: tu non eri per me e lo sapevo bene da prima.

E continuai a guardarti.

Come quando da piccola osservavo il cielo e tutto quello che conteneva, sognando di poter volare via.
Lo sognavo nell’ azzurro tra nuvole paffute che mi costruivano figure, e nel nero inquietante che brillava di mille luci, lo sognavo in quelle notti stellate che mi ammutolivano e risucchiava tutto nella pampa …

Quando mi fissavo allo specchio e incrociavo i miei occhi che allora erano azzurri …. li fissavo convinta possedessero un pò di cielo con bel tempo.
Amavo i miei occhi di bambina così puri …
Amavo il cielo.
Non esisteva nient’ altro per me tanto mi ci concentravo.
Diventavo sorda al mondo … mia madre poteva chiamarmi per ore che non la sentivo finchè non mi trovavo a guardarla …

Mi estraniavo dalla realtà, mi fermavo a pensarla da lontano, fissando quello spettacolo con timore …

Eppure con amore, un amore che sommergeva tutto e immergeva tutto nella quiete. Perchè era un rifugio. Era una speranza.

Pensavo a queste cose e mi alzai.

"… no, dai … vieni qui!"

Scivolai verso di te come un bruchino …. e mi raggomitolai tra le tue braccia per baciarti tutto il viso con amarezza.

Un broncio comincio a conformarsi.

Non volevo andar via. Non volevo lasciare il mio angolo al settimo cielo.

No, no ti dimenticherò. Mai. Le cose non dette sono le più vere. Sarai sempre speciale e lo sai. Tu sei unico.

Soffrire talvolta è inevitabile. E’ giusto.

E poi io non soffro per tristezza se penso a te; tu non sei un pensiero triste.
I pensieri tristi li ho io.

No, tu no … tu sei il cielo blu che fisso impensierita con passione.
Sia che piova, si rabbui o tiri vento ….. lassù nascosto permane il sole.

Il cielo è sempre blu, anche quando non si vede.

Se telefonando … [parte seconda]

Giugno 21, 2006

Sono scesa per scale di casa e percorso quei pochi metri verso il locale di Capo con il cuore in subbuglio … un buco quel locale rispetto al locale che ha aperto coi Piacioni …
Avevo paura.
La telefonata con la Piaciona mi aveva lasciata talmente scossa da aver pianto con le mani che mi tremavano chiudendo il telefono. E non ero più sicura di me.
Che mi avesse richiamato mi lasciava sottosopra.

Ma speravo di venir creduta e compresa. E non so se è accaduto subito, ma ho la certezza che ora è così.

Quel pomeriggio con Capo appena tornato dalle ferie antistress che si era preso, mi sono sentita sollevata di poter dire la mia.
Io volevo soltanto il mio. E basta. Il resto non mi interessava. Ma quando mi ha giurato che non sarei mai finita a lavorare di nuovo per i Piacioni, ma che gli servivo nel suo locale ho cominciato ad ascoltare.
E lui mi ha chiesto delucidazioni. I Piacioni di me avevano detto che non volevo lavorare, che non ero in grado perchè avevo un esaurimento nervoso, che non ce la potevo fare assolutamente no, non andavo bene per un lavoro stressante, no. E poi che non mi andavano bene gli orari. (Me li immagino mentre lo dicono!!!) Si insomma: tutta colpa mia.
Ma lui aveva bisogno di personale e di capire perchè ero andata via.
"Io non ho un esurimento nervoso! Avessi mai parlato a Piaciona che ho sofferto di depressione …! Guarda Capo, io soffro di disturbi alimentari, niente più … bulimia e anoressia"
"Cioè … cos’è la anoressia? La bulimia? Ah … ah, ma non mangi? Ma … ma secondo me stai bene!"
"Ma infatti! Io ora sto mooolto meglio!!! Riprendere a lavorare è uno dei passi che sto facendo da quando sto meglio!"
"Ma è una cosa tua …. che soffri tu. Cioè, io non ne capisco molto, c’ ho la terza media ….. però: te non sei un disastro. Hai cultutra, si vede che sei una persona preparata, che sa parlare … mica sei un disastro, te ce la puoi fare. Dai! io ho visto dei disastri, che nemmeno sanno fare niente!"
"… grazie …"
"Ma no ma si vede! E io credo che impari, ti insegno io e poi … fa niente se non sei brava, basta che segui me. Qui ho delle dipendenti che vogliono fare a modo loro e scavalcarmi, capisci? E io qui devo sistemare …. E per i soldi hai detto? Che contratto ti avevano fatto?"
"Ma quale contratto?! 3 euro all’ ora e in nero! Mi hanno rimandato per settimane un fantomatico contratto … io mi sono sentita presa in giro. Se non chiedevo io nemmeno dicevano qualcosa…"
"Ma come?! Ma … va beh … senti tata, per i soldi ci sistemiamo io e te … e poi per gli orari tranquilla che se non vuoi fare turini dai Piacioni non li fai, io non obbligo nessuno …"

Dovevo fare un oretta di prova, invece mi sono trovata a lavorare 2 ore gia che ero brava! Ora ho le chiavi del locale, apro io, e alle 22:00 HO FINIIIIITOOOO!
Una sera Universitaria e Capo chiccheravano:
"Ma mi sembra brava ai forni, vero Universitaria?"
"Ma si, se la cava … io non so perchè i Piacioni l’ hanno trattata così, guarda…."
E io: "…. Capo? 014

Io ero brava! SONO LORO CHE SONO CATTIVI!"
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Le ragazze sono assurde, e non hanno voglia di fare niente, il Capo è …. il capo! Rompe anche quando non serve e ha idee strane, però ha rispetto per tutti.
Il locale è una passeggiata rispetto a quello che dovevo curare prima, nemmeno un tavolino! URRAAAH!
Così posso scambiare due parole con chi servo … e due chiacchere con le colleghe … i ragazzi delle consegne …
Si, qui ormai mi sento bene, e non mi spiace affatto pensare al mio lavoro ….. ora ho altri problemi a cui pensare.

Certo che se penso che telefonando avrei voluto tagliare i ponti e basta …!
Credevo non avrei mai + avuto niente a che fare con le pizze …..

Destino beffardo!

P.S.: sono una tirocinante che lavora part time, e il resto delle ore che lavoro mi viene dato …. hem …. come premio!

Se telefonando … [parte prima]

Giugno 21, 2006

Sono di nuovo tra fuliggine di farina e pizze da sfornare, in un caldo osceno, perchè il locale è piccolo.
Manca il personale anche qui … e ogni giorno organiziamo i turni … ma qui non è come dai Piacioni.
Lavoro nella stessa catena di locali … ma per l’altro Capo.

Domenica sera, l’ undicesimo giorno senza riposo che mi facevo, quando il Capo è passato a vedere come andavamo (lui ha più locali, e se li gira un pò…), dopo che ha parlato con la mia collega Incinta, gli ho chiesto: "Capo? Allora io che giorno di riposo avrei?"
"Giulietta, hai ragione, però stringiamo i denti che qui manca Universitaria … se riusciamo martedì riposi tu … e cerco di darti anche due giorni, tata, vediamo con le altre ragazze, però …"
"Io non ho fretta, non è per altro: ma dovrei andare a Milano a far terapia che settimana scorsa ho saltato, così mi basta sapere che giorno è che prendo appuntamento."
"Hai ragione. Facciamo così allora: venerdì te lo do fisso io così fai questa cosa. E’ tuo e vai tranquilla a Milano, poi ti chiedo di stringere i denti fino a martedì, così non appena torna Furbetta ti faccio riposare a te. Ti do due giorni, davvero. Domani mattina devi fare quella cosa all’ ufficio di collocamento per il contrattino, no? Quindi non serve che passi. Poi …. mi fai uno squillo che ti chiamo io, tranquilla. [N.B.: sono senza soldi nel cellulare e invio solo sms ... e lui lo sa ...] Siamo daccordo, eh tata?"

Quando qualche giorno prima gli avevo chiesto se potevo aiutare al mattino Occhiblù a pulire il locale, gia che ero passata a salutare e l’ avevo trovata inguaiata, mi ha risposto "Come vuoi Giulietta! Per me è importante che il locale sia pulito e in ordine, quindi fai un oretta, quello che vuoi, non ci sono problemi."
Pensare che i Piacioni mi hanno cazziata un giorno che sono arrivata un ora prima …

Perchè lavoro per il socio dei Piaconi?

I Piacioni mi avevano lasciato a casa di punto in bianco, e dopo sette giorni dovevamo sentirci, e telefonando mi ritrovo con la stessa situazione di sempre: vaghi, non sapevano che dirmi. Se non chiamavo io si degnavano di cercarmi il giorno stesso che avevano bisogno di me.

"Pronto? Sono Giulietta"

"Ah ciao …. dimmi!"

2121emomessbrasil_1 "Come DIMMI? Piaciona … dovevi telefonarmi per farmi sapere! Sono passati 9 giorni di quei 7 che avevate detto, vi devo chiamare io??"

"Ah beh … si … ma sai … è che non avrei avuto risposte da darti, non abbiamo deciso … E poi …. è che Capo non c’ è … noi siamo una società, non siamo soli, non decidiamo da soli …"

Per lasciarmi a casa si però …!
In pratica la nuova ragazza in prova non andava bene e se ne stava andando, poi ho scoperto che anche l’ altra con l’ esurimento nervoso gli stava lasciando, e che la Bargirl se ne voleva andare … so che l’ ha fatto poco fa. Volevano chiedermi di tornare, ma io ho preso il tono di chi si è stufato, e ha anche avuto il coraggio di scocciarsi!!!

"Senti Giuletta, ormai non ti ho chiamato! Ma se la prendi così allora sta sera ti faccio sapere subito, ti dico uello che vuoi sentirti dire e basta!!!"

Minacciava di non farmi lavorare con loro ………….. sai che paura!

"Piaciona…. questo tono scocciato mi sembra fuori luogo. Ti sto chiedendo forse qualcosa che non mi hai promesso tu?? … Ecco … e non ho fetta per niente di sentirmi dire qualcosa in particolare. Ma se non hai deciso e dici che mi chiami: mi chiami per dirmi che non hai deciso. Prendetevi il tempo che vi serve, non mi importa. Però non è modo"

 

"Si beh … allora forse poi ti faccio sapere con calma …"

Difficile fare i gradassi quando si ha torto e nessuna dipendente ….

"E comunque … niente Piaciona, per le altre cose vorrei parlare di persona."

"……"

"Si, insomma … perchè io lo so cosa è successo. Questa faccenda che mi avete lasciato a casa senza preavviso, dopo settimane che mi promettevate il contratto … non va bene. Non è legale, e io lo so."

"Giulietta, ma noi non è che ci volevamo approfittar.."

"CHE VOLEVATE O NO, ormai è successo, vi siete approfittati. Quindi preferisco parlare chiaramente con voi due e anche il Capo dei capi."

"Tutt … tutti e tre?!"

(come sono perfida….)

"Certo … dopo tutto come dicevi tu, non siete soli … e io voglio parlare con tutti e chiarire questa cosa."

"… eh … mmmh …. se abbiamo tempo … se ci troviamo … quando vuoi passare?"

"Siete voi i capi! Ditemi voi quando vi trovo! Organizzatevi e fatemi sapere … vi chiamo io se serve, ma quando lo saprete voi, no?"

"Si … giusto, va bene … allora …. va bene …"

Tre giorni dopo mi chiamò lei dicendomi che dovevo parlare con Capo con un tono troppo sereno di chi crede si sistemerà tutto. Gia sapevo che avrebbe tentato di rimediare al guaio facendomi lavorare. Io avrei rifiutato tutto se non fosse che …. lui non sapeva niente. Come immaginavo.
Gli ho spiegato che non volevo nient’ altro che la certezza che avrei avuto i miei soldi. E che del resto chi se ne frega. Potevo andare dai sindacati, ma ho desistito per non inguaiare lui, con il quale non avevo mai avuto problemi. Anzi.

Fine prima parte.

Una mano … DIVINA!

Giugno 15, 2006

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Ho ricominciato a lavorare …
Per il socio dei Piacioni … per il Capo dei Capi …
Quale modo migliore per anticipare il mio prossimo post di aggiornamento???
Sono rimasta scottata … ma cerco di sorridere a questa nuova esperienza! 53_2

Non fa male come sembra …
Dsc00016E poi i mi piacciono un casino i miei cerottini!

Farfalle di carta

Giugno 15, 2006

"Ti va se facciamo gli origami?"
"SSSì!"
Un foglio bianco sospira sul tavolo, mentre comincio a piegarla e strapparla per mutarla in un quadrato perfetto … "…ok! Ecco qua … Sai dire ori-gàmi?"
"Oi … àmi!"
"Si! Quasi! Brava Vane … che preferisci che faccio?"
"UNA FFFarFFFaLLa!" … agitando le mani come ali.
"Ok!"
"Una FFFarFFFaLLa come Anèsssa!"
"Si, esatto … la vanessa è una farfalla. E sono grandi, con i colori … vero?"
"Sssì … e ‘olano! Così!"
"Hihihi! … esatto! Volano! Sei proprio come una farfalla!"
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La carta si piega tra rette e diagonali e si modella matematicamente … assume spessore … acquisisce peso, semplicemente contraendo la sua superficie.
E’ quasi magica la carta sotto gli occhi di chi guarda, e tra le mie dita nasconde lembi che io so creare e cercare fino a formarla in una figura poliedrica, spigolosa e fragile.

Ho imparato i gesti e la sequenza delle pieghe a memoria delle mie piccole sculture, perchè concentrarmi su di uno scontrino o su di un volantino mi rilassa.
Ricopro i tavolini delle sale di attesa … o i tavolini dei bar … i vassoi del Mc Donald … la tavola in cucina.
Li regalo a chiunque li voglia osservare da vicino, a qualunque bimbo annoiato incroci.

E ora ho davvero bisogno di questo rituale.
Ne ho bisogno perchè penso a quando sarai altrove e io dovrò organizzare un mezzo viaggetto per incontrarti finalmente. Ne ho bisogno perchè crescerai tutti i giorni e io non sarò li a vedere le ore che ti costruiscono come è successo fin’ ora.
Sarà come non vedere tutte le pieghe di questo foglio. Quando ci ritroveremo sarà come scoprirti all’ improvviso, e io mi domanderò come e quando sarà capitato; mi stupirò come ci si stupisce di un foglio di carta che è diventato farfalla. Ti osserverò attentamente cercando di scoprire i segreti, ma non li comprenderò.
Sarai un piccolo miracolo, come sempre … un piccolo miracolo che continuerò a richiamare nei pensieri in tutto quel tempo che non sarà più per te.

Cerco di rimpicciolire le lacrime dietro a gli occhi, il nodo in gola si aggroviglia immenso.

Incarto i miei pensieri in un foglio bianco. E il mio foglio bianco è una farfalla ora.

"Oooooooooh! Zia Giu Giù! E’ una FFFarFFFaLLa graaande! E’ una mamma …"
"… e si! …"
Mi guardi con complicità per domandare timidamente: "Facciamo una piccola piccola? … piiiccola piccola … un bebè … piiiccola." stringendo pollice e indice.
"Si! E questa la coloriamo, ti va?"
"Ssssiiiiiiii!"

Dalle mie mani passa alle tue … bianca e candida gia dice chi è, e tu la fai volare nel cielo che puoi afferrare, nel tuo cielo così vicino al tuo viso che si immerge nei tuoi occhi, e solo tu puoi vedere quanto sia immenso.
Vola e si posa sulle tue mani, sui tuoi fogli di carta scarabocchiati. La muti nel tuo disegno confuso, le affidi tutti i colori che ti piace notare, che sai chiamare, e le racconti cio che hai deciso per lei …

Velocemente cambia.

Io guardo e sorrido a queste lacrime fuggiasche, rincorro un ricordo non troppo lontano e ti sposto i capelli dal viso. Mi inviti con una matita che non ti tolgo, ma che guido sulla carta dalla tua mano.
Sospiro e da qualche parte vola via la tristezza … faccio un’ altra farfalla, e tu non smetti di riempire di colore tutti quegli spazi vuoti.
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Blog trascurato

Giugno 14, 2006

Lo so.
Lo trascuro.
E non è che non ho da scrivere.
Mi manca tempo.
Il coraggio.
A volte cancello tutto ……. mi sembro stupida. Banale.

E poi non leggo più nessuno.
Non so che dire … ne cosa pensare.

Ma sta sera torno e lo scrivo ……. lo scrivo tutto quello che sta succedendo! Ce l’ ho in testa e lo voglio fare ……….. devo mettere ordine anche qui, nel blog!
Non è disastrato, è solo trascurato! Come le cose nel mio armadio … nella cameretta ora comicia a riorganizzarsi il disordine … piano piano riprenderò possesso dei miei spazi!

Disordinata

Giugno 6, 2006

Si usa dire "mi sento in disordine".
E si chiamano "disordini alimentari" …

Camera mia è un disastro. La camera è un pò lo specchio dell’ anima.
La mia amica Marilù, quando andò a stare nella comunità per disturbi alimentari non disfece le valige per un mese. Aveva talemente girovagato che non riusciva a sentire di essere arrivata da nessuna parte. E faticò 2 mesi prima di riuscire a legare con le ragaze ricoverate come lei. Poi le valige si svuotarono nell’ armadio … gli scatoloni sugli scafali … e ora è 1 anno e mezzo che vive lì …

E camera mia è un disastro. Il mio armadio vive piegato o da stirare sul bordo del letto … dormo in un terso di letto, nel quale mi ranicchio alle 2 di notte senza badare a niente, senza nemmeno vivere quel momento come un riposo …
Mi sveglio stanca e distratta, nemmeno noto il caos in cui mi muovo.
Mi alzo ed esco, non lo guardo e non lo voglio vedere. Lo so che è li … ma non mi va di sistemarlo.

Quando soffrivo di depressione, e nemmeno uscivo dalla camera, il caos aveva preso dimensioni catastrofiche: nemmeno ci stavo più nel letto! Ranicchiata contro il muro e i cuscini non riuscivo ad avere la forza di spostare niente … nemmeno il gatto che veniva a tenermi compagnia.

Poi lentamente l’ ho ripulito … ho eliminato le cose che non usavo … ho fatto spazio alle mie cose nuove … o quelle vecchie recuperate … e ho eliminato parte del superfluo.

Ho sempre condiviso la camera con una o più sorelle, e ora che una di
loro ha svuotato il suo angolo, noto come nessuna delle tre si sia
mai amalgamata all’ altra rimanendo diverse anche nella stessa stanza.

Tra alti e bassi dal mio letto traspare il mio stato di ordine e disordine …

Mi chiedo come sia oggi camera tua.

Hatena

Vado a rifarmi il letto, che è meglio …Ai11

Buona idea / Cattiva idea

Giugno 6, 2006

Buona idea

Scrivere un post che reputo importante in più tempi, per essere certa di non scriverlo di fretta e male.

Cattiva idea

Salvarlo senza controllare di aver tolto l’ opzione "come bozza" e convincersi di averlo pubblicato …