Archivio per Settembre 2006

Svolta

Settembre 27, 2006

Non riesco ancora a capacitarmi!

Lunedì mi è arrivata la lettera del servizio civile, con dentro il mio bel contrattino per 12 mesi nell’ associazione per il mercato equosolidale!!!

L’ ho preso tra le mani, letto e riletto … mia madre era agitata per me, l’ ho detto per telefono al mio PInguino … ho spiegato e voltato le tre pagine piegate su loro stesse più e più volte … e ogni volta che tornavo all’ inizio, dove l’ ora, il giorno e il luogo dove mi aspettano era stampato mi sentivo come quando per la stazione passa un treno che non si ferma! Sentivo il petto faticare a respirare e tremare dalla pianta del piede fino alla punta di tutti i miei capelli!

E l’ ho firmato.

L’ ho firmato dopo aver provato con la mano tremante su altri fogli, scarabocchiando incerta, finchè ogni iniziale del mio nome non è stata di nuovo voluttuosa.

Ora un impeccabile e vanitosa firma accetta tutto questo!

Lunedì 2 ottobre inizio!

Pronto: Pizzeria…?

Settembre 21, 2006

Dalle 18 in poi nel locale comincia a squillare il telefono con le ordinazioni per le consegne a domicilio. E’ un rito e sentiamo di tutto: ci chiamano i soliti clienti, quelli a cui basta dire il cognome che sappiamo gia che pizza, e a che ora consegnarla, o quello che poi passerà a ritirarla come fa da 10 anni tutti i lunedì … oppure i soliti strampalati:

"Pronto: Pizzeria"
"Salve, sono Rossi."
"Salve, mi dica."
"Si, sono Rossi."
"Si…?"
"Sono Rossi"
"Eh!…. E quindi???"
"Eh……. volevo ordinare delle pizze!"
"Ah! Mi scusi, neh? E’ che non capivo! Mi dica pure …"

Oppure:

"Pronto: Pizzeria"
"Ciao, sono Elisa"
(CHI???) "Come, scusi?"
"Sono Elisa, ti devo chiedere un favore…"
"……. ??? ……. prego???"
"Sono Elisa, ascolta, ti devo chiedere di farmi un piacere …"
"……???……."
"Beh! Ma è la pizzeria??"
"Si, certo. E’ la Pizzeria!"
"Ti devo chiedere di portarmi 3 pizze a domicilio!"
"AAAHHH…!!! Si! Certo! Mi dica pure…."

O meglio, in più di uno:

"Pronto: Pizzeria"
"Ah, siete aperti?"
"Certo…" (se ti rispondo al telefono …)
"Bene, allora vi chiamo domani!"

O peggio:

"… ah … bene …. ehm ……………. mi portereste una margherita a domicilio?"
"Si! Certo!" (scrib…scrib…)
"Ah, bene! Grazie! Arrivederci!"
"NO, ASPETTI! MI DICE IL NOME? LA VIA??"
"Uuuh… si! Ha ragione! Dunque …"

Certa gente è fuori come un balcone.

Sola con me stessa …..

Settembre 21, 2006

Come mi sento?

Ho dovuto imparare a dire come mi sento.
Ricordo distintamente di essermi seduta davanti alla psicologa dell’ ABA nel mio primo incontro, e di aver scoperto solo allora di non saper dire come mi sentivo. Qualunque fosse il mio stato d’ umore mi creava uno stress tale da sublimarlo in rabbia.
Ed era una rabbia asfissiante: contro gli altri … e contro di me.
Mi è difficile accettare come mi sento. Qualcosa dentro di me sa sempre che dovrei sentirmi razionalmente in maniera diversa, e io lotto tra la verità e l’ idealisazione del giusto.
Sono sempre arrabbiata con me stessa.

Soprattutto quando mi sento insensatamente arrabbiata e mi concentro per capire cosa mi pesi ………. mi manda in bestia che non sappia dire "sono molto felice" o "sono molto triste"!!!!! Come si può essere così complicate?!

Mi arrabbio così tanto con me stessa al punto di deludermi, vergognarmi e sentirmi molto triste e sconfitta …

Come quando crollavo da un euforia travolgente ed esagerata in un apatia da futura suicida nel giro di pochi giorni … era così assurdo che all’ improvviso mi venisse da piangere in continuazione senza molti motivi che … ridevo tra litri di lacrime mugugnando al mio Strizzacerelli che "no, davvero! Sento sul serio che la vita fa schifo! Non è assurdo?? E’ la stessa di due settimane fa …!" … e giu a piangere sconsolata …

Ecco: mi faceva molto arrabbiare tutta quella confusione!

Per fortuna va meglio. Oggi non dovrebbe essere dificile dire come mi sento …….. eppure non saprei spiegarmi.
Perchè mi sento ingombrata da qualcosa di importante, e mi infastidisce non saper definire il sentimento …

Ogni volta è come entrare in un immenso magazzino senza un filo di luce a caccia di scatole etichettate. E’ un lavoraccio: a tatto sembrano tutte uguali, e poi continuano a spostarsi!

Forse mi sento soprattutto triste … credo.
Cioè: può darsi! Perchè magari è più paura ……. ma non è semplice: io ho molta paura della mia tristezza …
Beh … non complichiamoci la vita e andiamo al sodo.
Credo di essere in pena per amore, e quindi è normale sentirsi talvolta un pò tristi, no? E anche avere paure non è stravagante … lui è pur sempre lontano.

Che il mio lavoro è uno schifo è un sentimento consolidato.

E a casa ……….. boh ….. passo.

Ok: il passato.
Il passato …! ……. il passato ….. beh: a tirare le somme un problema lo considero superato definitivamente, mentre gli altri ……….
Fammi pensare ….. Si! Alcuni fantasmi fanno ancora paura!
Quindi passo anche questi.
Bene.
Credo che aspettero lo Strizzacervelli per esorcizzarli.

……
Che scocciatura.
Mi fanno arrabbiare i discorsi astratti concretizzati a metà … Non avrei nemmeno dovuto cominciarlo!

Intolleranza

Settembre 19, 2006

La mia meravigliosa abitudine di mangiare solo Nutella, burro di arachidi e M&M’s ha scatenato nella mia pelle una miriade di bollicine … Non sono nemmeno andata dal dermatologo: come ho smesso di mangiare frutta secca sono lentamente scomparse …
Porto ancora i segni sulla mia pelle quasi trasparente, e talvolta ricompaiono, perchè rinunciare a certe cose è dura ……. io non so dire di no a un gianduiotto! O a uno strucco! O a le noccioline dentro il gelato al bacio! Come si fa?!
Per certe cose subire un paio di bollicine non è poi una gran tragedia!

Mi dispiace solo quello che mi sono scatenata dentro. Pago le conseguenze di una mia fissazione insana, ora non posso mangiare qualunque cosa come facevo prima. E per assurdo questo è capitato in un momento in cui potevo mangiare di tutto fisicamente, ma mentalmente ero incastrata nell’ intolleranza verso qualunque altro cibo che un pò mi faceva soffrire.
Sembra che non possa trovare pace, e non è divertente … ne rido con amarezza!

Anche perchè quei cibi erano la mia consolazione. Ogni volta che mi trovavo tra digiuni e svuotamenti forzati dello stomaco, erano quegli M&M’s, quel cucchiaino di Nutella e burro di arachidi a consolarmi il pianto ….. e la fame …..
Adesso rieccomi in questo stress ……….. e non so come confortarmi.

Lavoro in mezzo a cose da mangiare che mi fanno provare una gran rabbia.
Devo farle, e farle belle, il più appetibili possibili, per poter chiedere soldi a chi le vuole mangiare … e ne vedo di ogni! Anziani soli che faticano a racimolare i soldi per il loro pranzo, persone obese che con sguardo vuoto e triste sorridono malinconiche al loro spuntino esagerato, così come qualche scheletrica donna che sottovoce chiede con vergogna da mangiare …
Mi fa rabbia preparare quelle trappole! E soprattutto prepararle in orari in cui anche io ho fame!

Sempre più spesso capita che mangi al lavoro aspettando il momento in cui potrò rimetterlo. Mangio nervosa, stanca e arrabbiata, in piedi e di nascosto nel retro, dopo aver aspettato che un’ altra mia collega finisse lo stesso rito.

C’ è stato un periodo nel quale mi divertivo a comporre la mia pizza a fine giornata … e magari me ne inventavo una per me ascoltando i profumi degli ingredienti dei miei clienti …
Adesso poco mi importa cosa mangio: tanto odio tutto!
Non mi piace il lavoro che sto facendo.
Credo non serva una laurea per rendersi conto di questo.
Ho sviluppato un intolleranza verso quel locale da quando sono tornata dalle vacanze …! Non ho più voglia di star lì!!! UFFAH! BASTA! Basta fare panzerotti e pizza! Non me ne frega un cavolo che sia finito lo speck e la panna! Chisseneimporta se è da ordinare la rucola?!!! Non ho voglia di pulire i frigoriferi, affettare verdure, pulire i formaggi!!!!!!!

Non vedo l’ ora di ricevere la lettera che mi comunica l’ inzio del mio nuovo lavoro nel servizio civile …

Piove

Settembre 19, 2006

Piove.
E fa freddo.
Sull’ asfalto lucido come marmo si frastagliano foglie ambrate.
Risplende sfarzoso l’ autunno sotto i piedi mentre attraverso Novara.
Dopo tanto sole sorrido agli spifferi, saluto l’ estate.

Mi mancherà passeggiare con le braccia scoperte, sudare e dormire con le finestre spalancate …
Sarà come andare in ferie: mi distaccherò da questa città che mi ha invaso con suoni, rumori, voci e zanzare. Tornerò a vivere tra le mie mura, dentro i maglioni, sotto il mio ombrello.
Mi riparerò.

Sento le gambe bagnarsi, la sigaretta dà tepore alla mano; ho fame di cose calde …
Si slava la polvere dalla città, rimane limpido il respiro e il cielo basso.
E io avanzo entusiasta dentro una nuova stagione.

In viaggio

Settembre 8, 2006

Seduta ad una scrivania che non è la mia, trascrivo pensieri che ho portato in vacanza con me.

Salivo sul treno che mi ha portato fin qui, e mi sentivo gia a casa …
Non perchè arrivata da qualche parte, piuttosto perchè ero in viaggio.

Una valigia meditata ed essenziale, una destinazione, l’ attesa e un futuro astratto.
Io così mi sento a casa!

La mia casa è sempre caotica, come se fossimo appena arrivati, sembriamo eternamente accampati! Io li mi sento di passaggio. Persino i miei oggetti non hanno un posto predefinito, è come se fossero temporanemente appoggiati ad utilità … come quando sei in vacanza, ospite di qualche altre quattro mura … non riesco ad appropriarmi di uno spazio mio.

Lo vorrei, ma non trovo un luogo dove mi senta serena.

E viaggiare, essere in viaggio, mi fa sentire bene! Non mi stressa percorrere mille mila kilometri, non mi disturba essere in luoghi che non conosco, perchè li posso scoprire, basta che io abbia una destinazione e qualcuno ad aspettarmi, che tutto il resto non è che il profumo di cio che addenterò!
Mi piace sentire che non appartengo a nient’ altro che a me e alla mia destinazione … al mio destino.

Mi piace questo momento della mia vita.
Sento che mi abbraccia in certi momenti …  Un abbraccio non ti lascia il movimento per fare nulla, di per se non fa niente per te, ti stringe ma non ti trattiene, ti dimostra tutto e non ti lascia vedere niente, può dire mille cose anche se è un unico gesto, ogni volta sai cosa ti sta dicendo, e non ti può spaventare. Semplicemente: c’ è.
E poi sento che mi lascia andare. E non è che smette di essere, solo mi sento in viaggio … E’ come sentire la pelle stringersi in un abbraccio che non c’ è più,
ma che so che tornerà … in qualche modo non smetto di sentirmi
coccolata, sempre in viaggio verso questo e nient’ altro … e non ho
più paura di niente, perchè anche quando non c’ è mi sostiene, vivido

:)

In partenza!

Settembre 4, 2006

Ormai ci siamo quasi!
Sono stanca morta. Per 5 settimane ho lavorato senza nemmeno un giorno di riposo. Sette giorni su sette, una media di 7 ore al giorno …
Tutte le domeniche, il 15 di agosto … senza parlare del 22, del 23 e del 24!!! Date cruciali quali: il mio compleanno, permanenza del mio Pinguino a Novara, e anniversario del mio arrivo in Italia!

MA E’ QUASI FINITA!
Si si si si si si si!!! Io me ne vado, dipartisco, bye bye, CIAAAO!
Mi prendo sei giorni, CON LA FORZA, ma l’ importante è che li abbia!
Si è licenziata una inaspettatamente, un’ altra va in ferie per sposarsi, le altre stanno rientrando?
Sono arrivata al punto che non me ne può fregare di meno: il locale può rimanere scoperto, le altre che si facciano mille turni, a me non provoca più nessuna compassione la situazione altrui.
Penso alla mia e mi vien male.
Un pò la coscienza morde per via delle mie due nuove amiche … due colleghe con cui lavoro benissimo, e ci divertiamo un mondo insieme … dovranno affaticarsi per coprire la mia assenza.
Mi consolo pensando che la dentro siamo tutte utili, ma nessuna indispensabile …

E il mio Capo? Con il mio Capo ho un buon rapporto, anche perchè mi ha in simpatia, è contento di quanto ci tenga alle cose che mi insegna, al tono con cui parlo alla clientela … al tono con cui parlo con lui! Mi vede. Si accorge se sono stanca, dimagrita o spaesata ….. e procede con cautela, ha molto rispetto per la mia stanchezza e ci tiene quanto me a farmi riposare, soprattutto da quando mi sono lasciata sfuggire che ho un altro lavoro in arrivo … sono corse a dirglielo.
Per un paio di secondi a qualcuna era venuta l’ idea che potessi rimandare il mio riposo con l’ insorgere di imprevisti, io ho risposto: ah. Beh. Allora io mi licenzio.

……. Come ti licenzi??
…. ma si, ma scusa: io so che a ottobre mi arriva un altro lavoro, io sono stanca, e se non me li date … mi licenzio; volevo fare due lavori, ma non ci rimetto certo la salute … faccio qualche sacrificio per un mese, ma io non rimando proprio niente …

Io quei giorni non ci sono! Ho cercato di organizzarli con loro, sono andata incontro a tutte e a tutti, però adesso basta.
Hanno saturato la mia disponibilità, sono nauseata dalla situazione, stufa di sentirmi sminuire dalla Buzzicozza (NB: collega particolarmente pesante … in tutti i sensi). Stavo bene fichè eravamo tra di noi, ora sono stanca e quella stupida ignorante della Buzzicozza, che mi dice che non so lavorare se mi sento stanca per un mesetto appena di riposi saltati, non la reggo!
E poi mi viene il voltastomaco a sentire odore di forno acceso, di pizza cotta, di impasto che lievita, di cella frigorifera, di farina e di detersivo!
Ho detto a mia madre che, se dovessi disgraziatamente venire a mancare, di donare i niei organi e di non azzardarsi a cremarmi, è una questione di principio, una ripicca che voglio fare alla categoria "forni".

Quindi parto, ADIOS, non ci sono, pizzaioli: non pensatemi nemmeno!
Me ne vado un pò dal mio Pinguino a Udine, un pò a Roma al raduno dei bloggers, e al ritorno vediamo … mi soffermerò qua e la …

Ieri ho cominciato a prepararmi. Sono andata a comprare qualcosa che desidero da quando ho visto a Roma quello di Dsuly.
Sorridevo con un sorriso che pesava sulle guance tanto era grande: in giro per il supermercato, trainando il mio primo trolley comprato in promozione, mi sentivo un pò viaggiatrice, tutta fiera di me, con il mio nuovo compagno di viaggio …

Ora si che mi sento in partenza!