Archivio per Ottobre 2006

Tua

Ottobre 17, 2006

Sono tua e soltanto tua.
E appartenendoti ogni passo che faccio, lo faccio per arrivare a te.
Ogni cosa che faccio, la faccio per condividerla con te.

Io voglio essere tua!
Voglio i tuoi occhi che si aprono per salutarmi. Voglio il disegno delle tue sopracciglia, il contorno delle tue labbra, il profilo del tuo naso e la collina morbida dei tuoi zigomi. Voglio profumare di te.
Voglio guardarti e stare a un bacio dalla tua bocca, e sentirmi come non so spiegare ogni volta che mi rendo conto che quel sorriso l’ hai solo quando mi stringi tra la tue braccia.
Sei bellissimo con quel sorriso …
Sommersa dal cuore ti guardo senza capire perchè vorrei vederti sempre così, ti bacio tutto il viso e mi perdo nel tuo collo, dove i miei occhi si incastrano alla perfezione, e li chiudo. E il mio respiro respira con il tuo.

Mi sveglio e ti cerco senza nemmeno aprire gli occhi, anche quando non sono con te.
Ti abbraccio incredula quando ti trovo, e non posso far a meno di chiederti "Sei qui con me?" …
Io parto senza lasciarti, e sono lontana avendoti con me. Sento il calore del tuo volermi bene, e anche se mi manca il calore del tuo corpo, non ho mai freddo, sai?

Quando ho pianto ho pianto per paura, ma se piango ora piango per incredulità: tu mi vuoi per te, sei felice se sono con te, soffri con me tutta questa fatica di vivere lontani.
Tu mi vuoi per te come io ti voglio per me.

Che io sia a mille miglia o nel tuo letto, mi guardo solo nei tuoi occhi, la mia bocca sorride solo alla tua.

Se mi agito a starti lontano è per il capriccio di volermi sentire ancorata a terra e non fra le nuvole come mi sento ora.
Non darmi retta se piagnucolo, non lo faccio certo per dolore …

Perchè ora sono tua ….. tua e di nessun’ altro.

Rieccomi! AGGIORNAMENTO

Ottobre 16, 2006

Sono ormai due settimane che sto lavorando con il progetto del servizio civile.

Mi ritrovo negli uffici di un’ associazione che si occupa di promuovere il mercato equo e solidale. E siccome lo fa sia con campagne di sensibilisazione che con un negozio che vende solo ed esclusivamente prodotti equo e solidali, mi divido tra mattinate in ufficio, preparandomi per quando lavorerò nelle scuole come animatrice e educatrice, e pomeriggi in negozio, facendo la commessa.
Mi piace da matti!!!
Incontro persone stupende, e mi occupo di una tematica che mi ha sempre animato!
E’ proprio il posto che fa per me!  :)
Ho tre pomeriggi liberi: uno lo dediccherò alla mia terapia a Milano, mentre gli altri due giorni vado in pizzeria a dare una mano alle mie colleghe.
Ho finalmente i sabati e le domeniche libere!
:D
E quelli è sotinteso che me li godo!

Questo fine settimana è stato per il mio Pinguinino. Inconveniente ha voluto che mi ritrovassi qui anche oggi ….. i treni hanno complottato contro il mio rientro ….. e così mi hanno regalato più tempo ……… più tempo per parlare e per coccolarmi con il mio Tatino.

E’ una strana sensazione essermi liberata della pizzeria.
All’ improvviso ho così tanto tempo per me che mi impanico!
Non so gestirmi il mio spazio; l’ ho desiderato così tanto ultimamente che adesso ho paura di sprecarlo!!!
Così l’ orror vacui per la settimana mi ha imposto dei ritmi abbastanza pressanti ……. arrivo stracotta a ogni pausa, e schiaccio un sacco di pisolini!

Mi risveglio con la pelle calda, il respiro dolciastro e la bocca impastata … apro gli occhi e guardo l’ ora …… mi sveglio prima che suoni la sveglia …… mi impongo di godermi ogni minuto che ho, e aspetto serena che sia ora di continuare.

Primo giorno di lavoro

Ottobre 2, 2006

Oggi mi sono ritrovata seduta di fronte ai miei prossimi 12 mesi.

Persone a cui fare riferimento, "colleghi" di percorso, leggi, diritti e doveri.

Sta sera coincidenza vuole che con le ragazze della pizzeria ceniamo insieme.
Si concretizza in questi minuti la mia sensazione di essere partita verso l’ orizzonte che osservavo incuriosita fino a poco fa e …… non fa poi tanta paura come pensavo!

Domani sarà un altro giorno importante: incontrerò formalmente l’ associazione in cui presterò servizio. Non ved l’ ora sia venerdì per poter fare il punto della situazione e smettere di sentire le mani che tremano!!!!!!!!

A presto

Lacrime poliedriche [28/09/06]

Ottobre 2, 2006

Si avvicina il giorno in cui mi staccherò dalla pizzeria.
Una tristezza che non mi lascia nemmeno dormire mi alita attorno al viso, con l’ aria sempre rabbuiata, non posso impedire che chiunque mi chieda cosa mi affligga o se mi senta male.

Ieri ho affrontato le mie colleghe nel discorso più doloroso … dopo una settimana a sentirle dire che mancherò loro molto, ora mi sento accusare di starle in qualche modo tradendo per egoismo, e una sorta di gelosia ci ha cominciato a dividere. Non riesco a spiegare che il dolore che mi muore sulla bocca appesantendola e non lasciandola sorridere è la somma di tante cose, e non solo il fatto che sono ancora chiusa in quel locale.

Certo: da una parte mi vedo sacrificare giorno dopo giorno per una causa persa, mi pesa ogni ora che trascorro li dentro come sprecata, e non mi vedo arrivare da nessuna parte …… da nessuna parte che non sia la fine di un rapporto. Si conclude un legame. Non vedrò più tutti i giorni le stesse facce, non avrò più occasioni per spettegolare e ridere mentre un altra pizza cuoce in forno e avere 7 minuti esatti per allontanarmi dal forno. Mi spaventa cio che ancora non conosco, mi spaventa lasciare cio che ho.
Loro sono causa del mio dolore anche perchè provo un forte affetto, ma non voglio smettere di occuparmi della mia crescita.
Lascio un posto di lavoro dove si guadagna troppo poco per il sacrificio che poi è. Ma mi distanzierò da gente che mi vede e mi sente. Lascio delle colleghe divertenti, ironiche e disponibili.
Lascio delle ragazze stupende, come Mary che di punto in bianco e senza un perchè, con tono spiritoso mi chiama "Giuliii …. Zia Giù Giù! Dai! Non te ne andare! Rimani con noi a fare pizze!!!" ridendo con amarezza.
Lascio un capo che nei suoi modi burberi ha comunque trovato il modo di farmi sentire dolcemente guidata, con una pazienza e un affettuosità che io apprezzo. Lascio un capo che mi ha notato seria o dimagrita, stanca o felice, che quando ho avvisato del mio licenziamento si è rabbuiato, non ha tentato di trattenermi capendo a cosa aspiro, gli è uscito dal cuore dirmi che gli dispiaceva e ha rimediato alla sua sconsolazione dicendo ad alta voce "beh, ma non sarai lontana! Sei qui vicino! Ci rivedremo comunque! Dai, ci sentiamo!".

Fanno parte del mio percorso. Mia madre dice che ho iniziato troppo duramente con me accettando un posto di lavoro simile. Io vedo solo quello che sono diventata e mi sento grata.
Piangerò commossa per il balzo in avanti che farà la mia vita, spaventata dal nuovo che non conosco, e anche per nostalgia per cio che si conclude. Piangerò il giorno che non potrò più lamentarmi della Pizzeria.
Lo sento: piangerò.