Archivio per Gennaio 2007

E’ sera

Gennaio 23, 2007

Torno a casa stanca.

Si scioglie la tensione, si spegne l’anestetico adrenalinico, e torno in me.
Torno piccola e indecisa.
Torno fragile e insicura.

Torna la paura. Anche se piccola, torna a parlarmi.

I dubbi setacciano le decisioni prese durante il giorno.
Le insicurezze riesaminano i progetti futuri.
La testa è troppo stanca per alimentare la logica.

Non c’è niente di sbagliato nel farsi domande, nel giudicarsi obbietivamente, nel mettersi in discussione.
Eppure c’è un metodo trucido in me di guardarmi dentro.

Di cosa non mi fido? Di me?
Di me che risalgo la corrente dopo aver lasciato che mi trascinasse a valle?

Ho voluto farlo sola.
E ontradittoriamente ho cercato chi mi aiutasse a farlo.
Eccomi dunque: libera di sentirmi accompagnata.
Ho deciso di affrontare percorsi complicati ancora impolverata delle mie ceneri.

E’ scontato che mi senta impreparata.

Ma dubito che riuscirei a sentirmi tale anche tra un anno.

Tanto vale farlo adesso…

Tornare

Gennaio 23, 2007

Decisamente difficile, anche se non sembra, tornare a scrivere quanto prima …
Non che non abbia da dire … ma sono rimaste indietro tante di quelle cose..!

Ogni volta che apro il mio blog mi rendo conto che ho persino il profilo da riaggiornare …. allora rimando e rimando ….

Potrei a questo punto far finta di niente e procedere come se niente fosse….

Che non è una cattiva idea!

DUNQUE! Sta mattina ho presentato un percorso sul razzismo in una 3° media! CHE NERVI! Mi è capitato uno che non aveva voglia…scazzato come un gatto al sole! E il resto della classe dietro….
Che poi, dico io, avessero dovuto sorbirsi una lezione…! NO! Avevano un gioco di ruolo: classe divisa a metà, separati in due stanze diverse, mettevano in scena 2 culture diverse, e a turno a 2 a 2 provavano l’ebrezza della emigrazione e dell’immigrazione.
Non è noioso, chiapperi!
Poi discussione aperta, dovrebbero essere felici!
INVECE NO: "Ma sto gioco a che serve? Non ha senso …. che centra col razzismo???"

COME CHE CENTRA????

Non si può parlare di razzismo senza provare sulla propria pelle cosa significhi essere diversi.

Non tutti i ragazzi sono così, fortunatamente … però devo ammettere che sono preoccupata.
Mi capita sempre più spesso trovare adolescenti neurologicamente deceduti ……

Il mio gatto

Gennaio 5, 2007

Romeo non vede più.
Da qualche settimana era frignone, scorbutico e stanco. Non faceva che dormire e lamentarsi. Lamentarsi di Oleandra, lamentarsi alle 4 di notte di me che dormivo, lamentarsi per il pranzo …
Ma preparavo il Natale, avevo deciso di ignorarlo ripromettendomi che tornata dal capodanno mi sarei occupata della sua brutta tosse e dell’innappetenza che aveva.
Gli ultimi 5 giorni diventò freddoloso. Non si allontanava dal mio letto se non controvoglia, risparmiando calore a tutti i costi.

"Quel gatto non sta bene, mami. ……… E gia. Dai. Quando torno lo porto dalla veterinaria e lo sistemiamo."

Ma 3 giorni fa torno a casa, e lui non mi viene incontro alla porta. Nemmeno si presenta in cucina, magari a strofinarsi nelle mie caviglie, mentre con una telefonata lampo avvisavo il mio Pinguinino che ero a casa sana e salva.
Lo trovai nel silenzio della mia camera. Intorpidito e smarrito. Senza quella suntuosità arrogante con cui di solito si muoveva, cambiò letto per venire nel mio … annusandomi e nascondendo il musino negli incavi delle mie braccia … piccolo, magro e umile.
Il mattino dopo, mentre io ero in ufficio, a mia madre fu chiaro che non si orientava bene.
Seduta di fronte al mio pranzo, frastornata da altri pensieri, mia madre me lo dice.
Decisa a capire lo cerco. Annusava confuso il muro, mentre seduto al sole teneva gli occhi spalancati.
Sollevo il mio battufolo fatto di niente, lo appoggio a una sedia e lo vedo: non mi vede.
Non vede le mie dita minacciose.
Non vede ne i miei sventolii ne i miei pugni.
Annusa l’aria con due enormi occhi neri. Le sue pupille si sono inghiottiti le iridi azzurre nella disperazione di far entrare luce.

Mi sento inerme.
Lo seguo mentre prende confidenza con il suo nuovo buio, andando a sfiorare tutti i muri con i baffi, sà orientarsi, con una dignità che non gli toglierà nessuno.
E mi strugge averlo accanto e rendermi conto che non è certo che sono io.
Ha paura.
Io lo sò che è spaventato.

E io so che dovrà aspettare che finiscono queste feste prima di poter assicurarmi che non peggiorerà.