Romeo non vede più.
Da qualche settimana era frignone, scorbutico e stanco. Non faceva che dormire e lamentarsi. Lamentarsi di Oleandra, lamentarsi alle 4 di notte di me che dormivo, lamentarsi per il pranzo …
Ma preparavo il Natale, avevo deciso di ignorarlo ripromettendomi che tornata dal capodanno mi sarei occupata della sua brutta tosse e dell’innappetenza che aveva.
Gli ultimi 5 giorni diventò freddoloso. Non si allontanava dal mio letto se non controvoglia, risparmiando calore a tutti i costi.
"Quel gatto non sta bene, mami. ……… E gia. Dai. Quando torno lo porto dalla veterinaria e lo sistemiamo."
Ma 3 giorni fa torno a casa, e lui non mi viene incontro alla porta. Nemmeno si presenta in cucina, magari a strofinarsi nelle mie caviglie, mentre con una telefonata lampo avvisavo il mio Pinguinino che ero a casa sana e salva.
Lo trovai nel silenzio della mia camera. Intorpidito e smarrito. Senza quella suntuosità arrogante con cui di solito si muoveva, cambiò letto per venire nel mio … annusandomi e nascondendo il musino negli incavi delle mie braccia … piccolo, magro e umile.
Il mattino dopo, mentre io ero in ufficio, a mia madre fu chiaro che non si orientava bene.
Seduta di fronte al mio pranzo, frastornata da altri pensieri, mia madre me lo dice.
Decisa a capire lo cerco. Annusava confuso il muro, mentre seduto al sole teneva gli occhi spalancati.
Sollevo il mio battufolo fatto di niente, lo appoggio a una sedia e lo vedo: non mi vede.
Non vede le mie dita minacciose.
Non vede ne i miei sventolii ne i miei pugni.
Annusa l’aria con due enormi occhi neri. Le sue pupille si sono inghiottiti le iridi azzurre nella disperazione di far entrare luce.
Mi sento inerme.
Lo seguo mentre prende confidenza con il suo nuovo buio, andando a sfiorare tutti i muri con i baffi, sà orientarsi, con una dignità che non gli toglierà nessuno.
E mi strugge averlo accanto e rendermi conto che non è certo che sono io.
Ha paura.
Io lo sò che è spaventato.
E io so che dovrà aspettare che finiscono queste feste prima di poter assicurarmi che non peggiorerà.