Quando a settembre mi comunicarono che avrei iniziato il servizio civile per me fu festa, ma anche spaesamento.
Leggendo un giornale trovai un corso di clown terapia che si tenevano di sabato e domenica, e io trovai che fosse il modo migliore per riabituarmi all’idea che il mio tempo libero sarebbe stato di nuovo mio.
Mi iscrissi da sola e applicai subito il mio licenziamento.
Era una sorta di protesta contro il posto di lavoro, lo ammetto.
E’ stat l’esperienza più bella che abbia mai vissuto. Seduta accanto a perfetti sconosciuti, ho fatto quella serie di esercizi che ti protendono con fiducia verso gli altri, ho fatto meditazione tornando indietro all’infanzia, di un intensità che mi ha commosso fino alle lacrime. E con me, in un abbraccio che uno volta iniziato non si è più sciolto, hanno pianto gli altri 40 partecipanti.
bbiamo rso e pianto in un’unica voce, nell’immensità di tutti i cuori che si erano ritrovati.
Quella domenica pomeriggio, truccati da pagliacci, siamo andati in centro città a regalare abbracci.
Da allora sono riuscita a varcare la porta del reparto pediatria solo una volta, e il cuore mi è rimasto sazio al punto che ancora oggi mi basta.
Era la mia protesta contro il grigiume indossare quel naso.
E pur non avendo più il tempo che serviva, il naso nella borsa è rimasto, perchè di essere quello che ho scoperto di voler essere non posso far a meno.
Il mondo ti ricambia di quello che dai, e da quando io l’ho abbracciato, non faccio che ricevere.
Quel giorno in centro un sacco di gente mi ha abbracciata rigida e timida, sciogliendosi dopo qualche secondo, stringendosi e fermandosi vicina a me, per poi dirmi con un filo di voce "Grazie … davvero …"
Un giorno a Udine mi sono fermata a coccolare un cane che soffriva di intolleranza alimentare, il padrone mi ha parlato di se, della depressione dalla quale usciva grazie alla presenza di questa cagnona dalla testa massiccia che si appoggiava a me per ricevere due coccole. Potevo non trovargli il contatto per ottenere alimento specifico per bull terrier, io che ho un’amica che ne ha cresciuti due?
Un pomeriggio in negozio una signora argentina cercava mate argentino, bello forte, gia che lavora la note come infermiera, potevo non regalargli il mate che a me avanza?
Se posso dare qualcosa, perchè non farlo? Il "Grazie" commosso e sincero di questi sconosciuti vale meno di altri?
Passo in centro troppo di corsa, dicendomi che da troppo non do nulla e non ho tempo per fare cose buone, solo d lavorare, quando incrocio un amico col quale ho fatto quel corso da clown e c abbracciamo. E’ un respiro, una pausa. Lui in ospedale ci va spesso … dovrei ricominciare a fare cio che mi piace.
Ma riecco tornare le scadenze e i doveri …
Sta mattina in preda a una personalissima protesta alla tristezza mi sono messa dei giganteschi pantaloni rosso fragola. Salgo sul pullman, di ritorno dal lavoro, e un sorriso simpatico mi fissa incredulo al posto guida, è l’autista che dicendomi: "MA RIECCOTI! Cacchio, non mi ricordo il tuo nome! Ma sei tu!", mi catapulta di nuov a quel ricevere e dare. Uno con il quale avevo fatto il corso di clown terapia, povero … esce da un divorzio, neanche lui è più tornato in ospedale … ci vuole il cuore pronto … a me manca il tempo, e poi magari rimango triste a casa senza reagire.
Però possiamo ricominciare, dai che allora ci si risente!
Avevo giusto il naso rosso in borsa, due adirittura! Uno gliel’ho regalato, lui il suo l’ha perso …
Io non lo sò come funziona il destino, ma questo continua a chiamarmi!