Come chiesto dal blog della Presy …. eccoci!
Solo che abbiamo fatto di più ….. noi siamo dei perfezionisti!


Come chiesto dal blog della Presy …. eccoci!
Solo che abbiamo fatto di più ….. noi siamo dei perfezionisti!


Sta mattina non ho molta voglia, quindi prima ero a cazzeggio.
Entro nel blog della Presy e cosa trovo? I link di un fan dello Zoo di 105 per una petizione.
Sono corsa ad informarmi: il 13 l’hanno chiuso. Motivi? Sicuramente politici e oppressione di libertà di parola.
Eppure …. non mi dispiace.
A parte che ce l’avevano con Radio Deejay (lasciamo correre incursioni nei blog di questo sito, con tanto di prese per il culo a tutti noi, successa nell’anno scorso), ho provato a lasciare i pregiudizi, al mio migliore amico piacevano … ma mi pesavano proprio come stile.
Era lampante alle orecchie di chiunque che si divertivano a dire parolacce e oscenità senza nessuno scopo reale, se non quello di far scalpore.
Se vai su Google c’è un sacco di gente che attribuisce allo staff la capacità di dire fuori dai denti verità che nessuno In Alto voleva ne dire ne sentire. E ammetto che tenevano in piedi 2 ore di programma e tutti i loro fans incollati ala radio!
Ma a me rimane il ricordo di 15 minuti di rutti ed io che mi dicevo "…beh, ma dopo cominceranno col programma che mi hanno detto!".
E come dimenticare le tristissime apparizioni a Striscia La Notizia? Con quelle notizie scialbe, in quello stile "Le Iene" che persino "Lucignolo" sa copiare meglio? Anche qui ho un immagine: l’immagine di mio padre, che di solito ride a crepapelle anche dei conduttori tristi, che mi guarda con un sopracciglio su e uno giù, momento di silenzio, e aggiunge "… vabbeh …"
Quando mi ha chiesto chi erano, gli ho spiegato del programma, con la restante famiglia abbiamo commentato d quanta pochezza basti a volte per diventare famosi.
Ma alla mia famiglia non piacciono i film di "Natale a …", forse siamo noi che siamo intellettualmente troppo impegnati …. XD a guardare Striscia La Notizia! (Altro programma un pò triste …)
Dai ammettiamolo: non erano sto gran gran chè … sono un fenomeno, come Francesco Salvi! Chi non ha cantato "ESATTO" o "QUESTA MACCHINA QUA DEVI METTERLA LA!"?
Eppure … non ditemi che era un genio musicale, vi prego …! -.-

Sto seduta alla mia scrivania, di fronte al monitor polveroso, scrivendo con la tastiera capricciosa, quella che devo picchiare perchè scriva tutto.
Tento di concludere i miei doveri, cosciente che se li facessi subito questa settimana, le ultime due settimane prossime in questo ufficio non mi rimarrebbe molto altro da fare.
Non sono riuscita a dormire ieri notte … continuavo a svegliarmi. Forse era l’agitazione di sapere che oggi ricominciavo, e anche con i primi problemi. Qui è tutto sempre una corsa, mai che si facciano tutto per tempo … hanno sprecato mesi e ora mi buttano addosso il casino dei casini.
Come se non bastasse le mie responsabili mi piangono manco andassi a morire, sembra che in queste tre settimane che rimangono debbano spremermi per ottenere da me quello che non avranno in un anno, se mi rubassero un capello per rubarmi il DNA e tentare di clonarmi non mi stupirebbe!
C’è la Vecchiarda, quella che all’inizio mi odiava tanto, ha una faccia da funerale. E’ entrata mentre l’altro capo, la Svampita, mi chiedeva com’era andata durante le ferie e la Signora Albanese mi diceva che non era una gran tragedia cambiare città, e la Vecchiarda ha solo commentato "Udine è un caos da raggiungere da Novara! Un caos! E insomma, è bella lontana, neh!".
Per lei, una "giovane" vedova (ha comunque 70 anni!) con una figlia ormai grande che vive da sola, noi civilisti eravamo sicuramente un appagamento. Io non ho dubbi che con noi si sentiva utile, attiva, viva!
Ora eccola qui, che ci deve salutare … e l’anno prossimo il loro progetto non è stato accettato, non avranno civilisti … mi ha confidato tempo fa di sentirsi orfana.
E tutta l’incazzatura di tornare e trovare sto macello, quando l’ho vista con quella faccia, mi è passata.
Ma mi dispiaccio di non sapermi sentire triste perchè vado via da qui. A loro dispiace tanto
E’ un bel posto dove stare ………….. per un anno poi basta però!
Dal lato umano è gratificante, le tasche però piangono, e il sacrificio non viene mai apprezzato a pieno: dall’altra parte, tra la Svampita che crede le sia tutto dovuto, e la Vecchiarda che non capisce quello che le si dice, io credo non troverò mai le gratificazioni che cerco.
Gia che lavoro per quasi niente soldi … almeno quelle le gradirei!
Non si può bere un caffè annacquato. Le brioche con troppa poca marmellata sono una forzatura.
A nessuno interessa annusare fiori di stoffa, e non è bello uguale cercare di addormentarsi tra le coperte fredde come quando sono calde.
Non mi piacciono le penne che non hanno un inchiostro intenso, e non mi va di ascoltare la mia canzone preferita a basso volume.
Manca qualcosa a tutte quelle cose.
Non scelgo mai i colori smorzati …. e io sarò anche chiassosa, ma preferisco sottolinearlo quello che mi piace.
E tu mi piaci troppo per accontentarmi di averti anche se lontano.
Non mi basta svegliarmi e sapere che, come tu per me, io sono il tuo primo pensiero.
Non mi pettino con cura, e non mi trucco volentieri. Non sorrido di cuore, ma di imbarazzo.
Mi manca qualcosa per poter dare senso a tutte quelle cose.
Mi manchi tu! 
A volte vivere in questa casa diventa un grumo in gola che non so sciogliere.
Questa casa mi intristisce proprio. Due settimane fa sono tornata dopo qualche giorno a Udine e non ho trovato i miei cuscini sul letto, se li erano divisi gli altri.
A volte non si rendono conto di quanto mi facciano pesare che non sono più "di casa", piuttosto qualcuno in un limbo indefinito che transita nel loro focolare.
Credo di essermela chiamata, perchè per prevenire mi sono messa sulla difensiva anche prima che cominciassero a comportarsi così.
Talvolta spuntano sfuriate che io davvero non capisco … sembra che ce l’hanno tutti con me senza un perchè.
In realtà ……. la verità è che gli esaspero. Non mi guardo mai quando scelgo certi atteggiamenti.
E quando ho scelto di non sommergere con le mie preoccupazioni idiote le mie sorelle, e di non dire troppo ai miei genitori per non creare preoccupazioni superficiali, non credevo che di me si vedesse un muro.
Perchè per trattenere tutte queste emozioni ci vuole parecchia forza e fatica, e agli occhi degli altri è un’atroce tortura capirlo. Credono sia una scelta che si basa sul disprezzo.
In realtà mi intimidiscono.
Ma è più forte di me. Non sono capace di lasciar scorrere le parole, non con loro! Non sopporto il loro modo di rapportarsi con le mie parole: devono per forza rispondermi con una critica.
Loro sono fatti così.
Io sono faccio così con loro.
E allora un pò di sconforto cresce dentro. Mi mancheranno nonostante tutto. Ogni volta che torno a casa per 24 ore ho davvero piacere e voglia a stare con loro … poi torna il resto, e lo vivo come un’invadenza.
Sembra non ci sia soluzione. Non che sia mai esistita …! Eppure ci perdo un sacco di tempo ogni volta.
Mi prende l’ansia. Ho bisogno del mio fagotto. A volte ne ho bisogno gia appena sveglia.
Ho bisogno di mettermi sotto le coperte con la testa tra i miei cuscini e sprofondare parlando con me stessa …
Faccio finta di stare tra le braccia del mio uomo.
Fingo di essere nel silenzio dell’intimità, nel calore delle parole sussurrate, richiamo la sua voce dai ricordi, e faccio silenzio.
Faccio finta di star dormendo, risvegliando tutti i desideri che ho nel cuore.
Ascolto il mio respiro. E sono di nuovo senza parole.
Silenzio che inghiotte tutto, anche me.
E se non fosse per quel fagotto, non saprei dov’è il mio posto.
Ho fatto qualche colloquio di lavoro a Udine nelle ultime settimane.
Mi sono trovata abbastanza all’improvviso a fare il trolley e partire da un giorno all’altro. Avere una chance è un brivido che ti appesantisce di aspettative, ma io me la sono cavata bene! Alla fine mi sono trovata a guardare in faccia persone che mi hanno apprezzata.
Colloqui di lavoro …. credo siano l’intrattenimento del secolo!
C’è stato persino chi ha preferito farmi lavorare mezz’oretta piuttosto che sedersi a colloquiare con me.

… mah …
Durante il servizio civile ho avuto dei corsi di formazione, e tra le tante cose mi hanno anche insegnato a scrivere un buon curriculum in formato europeo, che sembra banale, ma in realtà necessita di una certa passione! E’ la personalità che deve trasparire, io non ho dubbi.
I buoni consigli non sono arrivati invano: scrivere un curriculum mirato per il tipo di lavoro per il quale ci si propone, dare importanza alle cose imparate sul campo più che sugli studi fatti e ricordare che ci si offre per un lavoro. Non per mendicarlo.
Tutte quelle storie che di come devi stringere la mano in un certo modo, sederti in un altro e vestirti nell’ennesimo … anche se fossero importanti non bastano!
Devo dire che mi sto divertendo! 
E’ decisamente appagante testare i propri limiti e scoprire che si spingono aldilà delle proprie aspettative!