Archivio per Aprile 2008

Un’altra notte

Aprile 15, 2008

Anche questa notte tienimi stretta e soffocami il respiro
Prendimi tra le tue braccia e baciami mentre il tempo diventa frenetico.
Toglimi la voce quando vorrei urlare quanto mi piaci.
Bloccami contro il tuo petto mentre corro verso il nostro limbo.
Costringimi a respirare la tua pelle, a sospirare il tuo nome.
Stancami e sconvolgimi, fammi tremare per tutto quello che sento quando mi fai tua.
Spettinami i pensieri, stropicciami l’anima, sfilaccia il mio ritegno.
Tienimi stretta, soffocami i pensieri e regalami un’altra notte.

Sono sempre io

Aprile 8, 2008

Ci sono stati momenti in cui mi traboccavano parole dalla testa … altri in cui il silenzio d’attesa svuotava tutto.

Ci sono giorni in cui ho bisogno di dirlo come sto, ho bisogno di urlarlo! E altri in cui ho timore di me stessa e mi osservo impietrita.

Mi ritrovo a guardare quella donna informe e inconclusa, e anche se non dovrei, mi ignoro.
Ignoro quel dolore costante nel profondo dell’autostima, quel bruciore lancinante nell’orgoglio, lo ignoro insieme ai dolori alle gambe, alla testa o alle ossa.
Vivo me e il mio corpo come un aggiunta fastidiosa alla mia esistenza da tanto ormai, e siccome è comodo talvolta, ho aggiunto tutti quei mali dell’anima che vorrebbero parlarmi.

Mi piace raccontarmi che ora è tutto cambiato, e forse non vivo più il 40% della mia vita chiusa in bagno a pesarmi, ma c’è qualcosa di torbido in quello che espiro.

“Sei sempre tu …”

E quando me lo dico c’è una delusione talmente forte che mi sento crollare ….. sono e sarò sempre io. Con i problemi annidati tra i capelli, sotto le unghie, tra le pieghe del ginocchio.

Sono sempre io.

Io e i miei incubi, e le ossessioni imbavagliate che si ribellano quando non sono vigile.

Non so dove ho sbagliato, ma la rappresaglia è serrata, e il mio io torna alla carica.

Non so se ho paura …… però sono preoccupata. A volte mi scopro in attesa che questa situazione mi sfugga di mano, smetta di essere incatenata a me, che smetta di essere sotto la mia custodia

E che scappi pure, che faccia quello che deve fare e distrugga tutto

Basta che mi liberi da questa fatica.

Colori in mano

Aprile 7, 2008

D\'onofrio M. J.

Era venerdì e non centrava con i programmi. Non con i miei, ma di Cìdi si.

Siamo usciti presto e ci siamo avviati verso il centro e investito 1€ nel parcheggio, e mi ha portato proprio lì, proprio in quel negozio vicino al centro … non sono voluta entrare subito, mi piace troppo ammirare le vetrine dei colorifici.
Lui ha appoggiato una mano sulla maniglia, ma l’ho fermato e gli ho chiesto se davvero vero li compravamo, anzi no, ho deciso, chiediamo solo quanto costano!

Allora varco la soglia innalzandomi sul gradino, e quella tenue penombra, il silenzio, il profumo della carta polposa, dei conservanti dei colori, e delle laccature dei pennelli mi ha illuminato gli occhi … e non ho capito più niente!

Si è avvicinata la proprietaria, una donna dalla rassicurante aspetto comune, con un camice bianco, ma non troppo … aveva quelle belle pennellate che ti fai sul orlo delle maniche per controllare i colori mentre dipingi.

Ho chiesto i prezzi e con uno sguardo supplicante ho domandato al mio compagno, all’adulto che mi accompagna, che gli sembrava. Lui ha annuito, e io ho espresso il sorriso più felice che potevo avere.

Li ho sfiorati appena, mentre la signora li prendeva per me, li ho indicati … 3 colori primari, nell’espositore da 60 li trovo subito ..
Non ho potuti tenerli con me, li ha appoggiati sul banco e io allora, guardandoli ho chiesto se aveva anche i cartoni telati.

Strappa carta da pacco marrone e comincia a incartare i barattoli.

“Certo, che misura le serve?”

“Mah, non saprei, ne abbiamo un pò in progetto … da quale cominciamo Cìdi? ….. sa, abbiamo casa da poco, e vogliamo fare un pò di quadri gia che non abbiamo tutti i mobili, per fare arredamento … sicuramente ci costerà meno che comprare mobilio!”

“Ah beh! Sicuramente! Beh, comunque ne ho parecchie di misure …”

Allora io accenno al trompe d’oeil che aspetta di nascere tra due finestre, e lei sfodera un bel telato ne troppo grande ne troppo minuto … ed è quello che avevo in mente, si: va bene questo!
Allora fa il conto e ci fa lo sconto per due caffè, e così state mettendo su casa? E siete lontani da Udine? Eeeh, ma va bene per cominciare, no? Si, si … in affitto, è giusto ….

E io me ne torno a casa, barattoli nella borsa, tela sotto braccio, e il sole che punzecchia gli occhi uscendo dalla penombra.

C’è profumo di fiori, di verde, di corteccia umida.

Concludiamo la passeggiata comprandoci dal erborista un vizio: un ottimo tèh nero a foglie intere, aromatizzato ai mirtilli, con dentro INTERI mirtilli e fiorellini azzurri, e un profumo devastantemente buono!
Sarà per i nostri pomeriggi a casa. Perchè me l’aveva promesso prima che mi trasferissi, l’ho chiesto dopo aver passato un bel pomeriggio a casa coi miei, che invece di bisticciare, come ai vecchi tempi si sono seduti a bere un tèh caldo.

“Ho comprato 2 tazze da tèh un pò particolari amore mio, perchè la teiera ce l’hanno regalata …”
“Hai fatto bene.”
“Senti …. mi prometti che ….. promettimi che le useremo.
Cioè …. si, lo sò, ma voglio che mi prometti che troverai sempre 5 minuti per parlare con me, che anche se ci vedremo tutti i giorni ci fermeremo dalla vita per parlare con calma, qualunque cosa succeda.”
“Certo Tata! Te lo prometto!”

E dopo 6 mesi il primo tèh è quasi finito … è un ottimo momento per progettare quadri da appendere in casa.