Archivio per Settembre 2008

A volte ritornano

Settembre 16, 2008

Non so da quanto tempo mi ripeto che non solo è il caso, ma che scrivere qui mi manca per davvero. Certo non è facile trovare le parole in mezzo a tutto il bisogno che sento di allontanarmi da me e dai miei paturni.

Non è facile convivere con tutti i pensieri che mi trascino in giro: il passato, il presente e il futuro, che tento costantemente di mantenere separati, ma che sembra non possano far a meno di impastarsi tutti insieme confondendomi sempre di più.
Ho provato a prenderne uno per volta, ho deciso che era proprio ora di concentrarsi sul tempo presente, ed è stato bello finchè gli altri non hanno cominciato a lamentarsi. Li ho lasciati in sospeso, non potevano accettarlo.

Settimana scorsa sono rimasta “sola”; con Cìdi impegnato per lavoro, avendo la macchina tutta per me insieme al tempo e allo spazio, mi sono ritrovata con me stessa ed ho avuto paura.

Ero quella Io di tanto tempo fa, una Me assolutamente sfiancata, ma intenta a lottare contro quei pensieri che si ingarbugliavano. Ero una Giuli che assegnava posti, luoghi e momenti a tempi passati, presenti e progetti futuri. Certo non l’avevo subito vinta, ma ci lavoravo sodo, e riordinavo quel pasticcio che era la mia anima.
Quando è arrivato Cìdi ho trascurato quel mestiere rendendolo un hobbie sempre più trascurato.
Forse ho corso troppo.
Forse avrei dovuto continuare a coltivare questo lavoro.
Sta di fatto che un giorno, io, ho ordinato l’esilio di quella Me troppo sfibrata, troppo imbarazzante, troppo differente dalle persone che vivono con normalità.
Lo ammetto, è stato per vanità. Una scelta fatta per accontentare il nichilismo, lo stesso che mi ha portato paura, fame e desolazione. Negare tutto, non solo quello che non riuscivo ad affrontare, ma anche Me, l’unica parte che si opponeva al disfattismo; meglio cominciare da zero; meglio fingere che non sia accaduto mai niente di tutto questo.

Non posso negare che però da una parte mi abbia aiutato a prendere le distanze da una situazione che ormai mi ossessionava. Ho potuto dimenticarla e riprenderla con più lucidità. L’ho guardata come avrei sempre voluto guardarla, anche se al primo sguardo ho avuto paura.

Ma non sono tornate le stesse paure, e nemmeno le stesse angosce, non è tornata la stessa stanchezza ne terrore di non venirne a capo.
E’ tornata la consapevolezza, e anche quel poco di autosufficenza che mi stavo costruendo intorno quando ho scelto un compagno e un destino. E’ tornata quella solidità di spalle che avevo quando non potevo farmi accompagnare per mano da nessuno, ma solo della fiducia e sicurezza che Cìdi mi era vicino con il cuore e la mente in ogni scalata che ogni giorno affrontavo, ma che portavo a termine tutta da sola.

Ho ricominciato a scrivere in solitudine, a raccontarmi di nuovo come sono andate le cose, mi sono guardata negli occhi e riletta nell’anima; seduta ad ascoltare una voce che veniva da quel diario, ho ritrovato il tempo trascorso a ricompormi; e senza entusiasmo, ho risincronizzato il passato al presente, depennato il lavoro gia fatto, accantonato aspettative eccessive ed insensate, ho pianto per quel che è stato … e per la prima volta sento di possederlo quel progetto del mio futuro.