E’ stato deciso mesi fa, e ne ero così felice che mi sarei offesa se non mi avesse proposto di partire.
Lui va in Spagna, per lavoro, e così io vengo al seguito, ci godiamo le vacanze che non abbiamo fatto e che non credo faremo. Ma all’improvviso la faccenda mi sconvolge un pò.
Mi sto aggrappando, mentalmente, a tutto quello che non posso lasciare: non voglio spendere i soldi, non voglio lasciare il gatto solo, non voglio lasciare le mie piante … non posso non far colazione con il mio yogurt!!!
Sono tutti capricci, lo so, ma non ce la faccio a partire e basta. Continuo a scordarmi che è gia dopo domani, e se ci penso mi salta il cuore, non mi sento pronta per il check-in, non mi sento pronta per star lontana da casa mia.
Si, perchè il problema non è Valencia … no, ne sono sicura, perchè a studiarla da lontano si fa desiderare, dev’essere stupenda. Il problema sta tra il togliere le chiavi dalla toppa della porta di casa mia e l’imbarcare il trolley.
Mi ritornano ricordi scombussolati di quel viaggio di 11 ore fatto dall’Argentina all’Italia, e non ho memoria di quelli piccini durati un’ora; mi spavento, è questa la verità, e una paura primordiale mi dice di non lasciare casa, di non partire per andare così lontano da aver bisogno di un aereo …
E poi non ho mai lasciato casa mia per più di 4 giorni …. e questi saranno 6 … DIO, una settimana lontana da casa! Potrei impazzire!
Quante cose si riescono a fare in 6 giorni? Cosa farò quando sarò sola? E se finisco con l’affezionarmi a questa città?
Poterò un blocco da disegno e un libro, la macchina fotografica non manca mai …… e poi? Se potessi, anche un interruttore per spegnere il cervello, è evidente che se rimugino tutte ste cavolate è perchè ho bisogno di una vacanza ….