Seduta di fronte aquesto schermo, con Renoir addormentato da un lato, e dall’altro grissini e cioccolata, mi sento vuota e amata.
Non riesco a smettere di macinare, anche la notte i miei denti stringono e masticano parole e pensieri tristi.
Ma quando mi sveglio: è il vuoto.
Non è fame, non è solitudine, è solo uno strano senso di angoscia.
Non solo non mi sono lasciata il passato alle spalle, ma quando torna, torna co me l’avevo lasciato.
Il senso di paura e di impotenza è lo stesso che era. Non c’è quel brivido soddisfatto dell’iniziare, quell’autoconvincimento che non mi farà del male.
Andare in bagno mi fa paura. Mi fa paura rimanerci da sola. Vorrei che qualcuno mi fermasse, che qualcuno me lo impedisse, e allo stesso tempo supplico nella mia mente “Lasciami andare…”
Odio il desiderio di nasconderlo.
Ho scelto di parlarne ad alta voce con lui. L’idea di mentirgli, di approfittare delle sue distrazioni, mi sembrava codardia e soprattutto disonestà.
Domenica ho pianto di fronte all’evidenza di essere in balia del mio inconscio, padrone del mio corpo. Ho pianto arresa, e temevo Lui mi consolasse nella speranza di ottenere di non farmelo fare.
Sono ancora, in fondo, convinta che mi si possa amare solo se cambio.
Fissando lo spiraglio della porta socchiusa, la luce del bagno accesa ad aspettarmi, mi sentivo paralizzata.
“Ti voglio bene piccolina. Non sono deluso.”
Mai ho detto la verità. Mai ho voluto confessare cosa dovessi fare. Mai ho dovuto affermare, con vergogna: ” … io …….. io vado a vomitare …..” aspettando delusione negli occhi di chi ascolta.
“Lo so.”
Con un bacio sulla fronte mi ha lasciata andare da un abbraccio caldo e stretto.
E chiusa in bagno non mi sono sentita libera e protetta, ma oppressa da qualcosa di troppo più grande di me.
Ho pianto. Di sconforto soprattutto. Non vorrei essere amata anche per questo.
O forse, semplicemente, non ho mai creduto potesse accadere.
Renoir dorme, proteso verso di me. Di solito, lo scalmanato, fa il diavolo a quattro pur di sottrarmi alle mie faccende. Oggi invece sembra vegli su di me, sul mio silenzio. Credo che oggi lo confesserò a lui. Forse mi dirà anche lui “Lo sò.”
E mi sento vuota con questo senso di nausea. Vuota.
Ma amata.
















