Archivio per la categoria ‘Attualità’

Ogni rosa ha la sua spina …

Febbraio 14, 2008

E’ San Valentino.
Non ho mai ricevuto neanche un fiore in dono, e chissà perchè non ho mai avuto il cruccio di non averne ricevuti. (Cioccolata ne ho ricevuta … e anche messaggini romantici! Ma i fiori no ..)
Mi piacciono le piante che fioriscono, mettere nel vaso i fiori che ho raccolto, ma non ho mai desiderato altro. Mi è sempre parso un eccesso di vanità volere dei fiori recisi in casa. Anche se poi a mia madre ne ho regalati …

E forse oggi ci rimarrei un pò male se Cìdi si presentasse con un mazzo di rose rosse.
Sul serio.

Penserei a quello che ho letto.
Penserei a quelle povere donne chine per ore in mezzo all’afa di una serra in Africa, che si graffiano e stancano per recidere rose.
Penserei ai due soldi che le pagano per rompersi la schiena.
Penserei agli acquirenti europei che poi fanno i puntigliosi, rifiutandosi di comprare interi carichi di fiori, centinaia di fiori, se ci trovano anche solo una farfallina.
Penserei a quell’intervista che ho letto.
E a quell’uomo che dopo aver risposto a tutte le domande chiede "…e voi che ne fate di questi fiori? Profumi? Colori?"
"No" risponde il giornalista, "… no. Li mettiamo nei vasi, per adornare casa."
E quel pover’uomo non si capacita …
"Voi comprate i fiori … per guardarli appassire??!?"

Vedo intorno a me non sò quanti centri commerciali, negozi ideati per una vita consumistica, il negozio dove lavoro vende il superfluo.
E il mio stipendio viene rilasciato nella speranza che nessuno smetta mai di aver bisogno del superfluo.

Tra qualche ora sarò lì, dietro la cassa, e io lo sò: passeranno donne stanche, donne arrabbiate, donne annoiate, donne deluse. Saranno poche quelle che compreranno qualcosa, perchè i soldi scarseggiano.
A giorni però riceveranno lo stipendio, e aspetteranno attorno alle vetrine, e compreranno qualcosa che non è indispensabile.
Magari un’altra borsa.
Sicuramente assemblata da una una ragazzina sottopagata in qualche paese del terzomondo. Sfruttata. Che avrebbe un disperato bisogno di mangiare almeno 2 volte al giorno. E anche un disperato bisogno che qualcuno le riconosca i suoi dirittti.

Una donna triste si consolerà con un oggetto prodotto con dolore da un’altra donna triste.
Un bambino andrà al supermercato, e per la noia si farà regalare dalla mamma un giocattolo costruito da una mamma, o da un papà, che non può sempre dar da mangiare a suo figlio.
Un uomo regalerà per amore una rosa intrinsa di sofferenza e solitudine.

Si consumano i giorni, e io sono lontana dal vecchio lavoro con il commercio equo, eppure … non lo lascio, sto sempre a rimuginare.

Come quando annusi una rosa mi era parso bello scoprire la verità. Ma ora ho una spina piantata dentro, e non sarà facile toglierla.

P.S.: vorrei avvisare il mio compagno che vasi di fiori, cioccolatini e bigliettini non mi impediscono di godermi San Valentino. Anche un anello di fidanzamento potrebbe farmi felice ….. anche uno piccolo piccolo …. basta che non abbia un diamante sopra ….. non sai quante cose orribili capitino in Africa!!!

Rosa_bianca

La Radio

Settembre 17, 2007

Sta mattina non ho molta voglia, quindi prima ero a cazzeggio.
Entro nel blog della Presy e cosa trovo? I link di un fan dello Zoo di 105 per una petizione.
Sono corsa ad informarmi: il 13 l’hanno chiuso. Motivi? Sicuramente politici e oppressione di libertà di parola.

Eppure …. non mi dispiace.

A parte che ce l’avevano con Radio Deejay (lasciamo correre incursioni nei blog di questo sito, con tanto di prese per il culo a tutti noi, successa nell’anno scorso), ho provato a lasciare i pregiudizi, al mio migliore amico piacevano … ma mi pesavano proprio come stile.
Era lampante alle orecchie di chiunque che si divertivano a dire parolacce  e oscenità senza nessuno scopo reale, se non quello di far scalpore.
Se vai su Google c’è un sacco di gente che attribuisce allo staff la capacità di dire fuori dai denti verità che nessuno In Alto voleva ne dire ne sentire. E ammetto che tenevano in piedi 2 ore di programma e tutti i loro fans incollati ala radio!
Ma a me rimane il ricordo di 15 minuti di rutti ed io che mi dicevo "…beh, ma dopo cominceranno col programma che mi hanno detto!".
E come dimenticare le tristissime apparizioni a Striscia La Notizia? Con quelle notizie scialbe, in quello stile "Le Iene" che persino "Lucignolo" sa copiare meglio? Anche qui ho un immagine: l’immagine di mio padre, che di solito ride  a crepapelle anche dei conduttori tristi, che mi guarda con un sopracciglio su e uno giù, momento di silenzio, e aggiunge "… vabbeh …"
Quando mi ha chiesto chi erano, gli ho spiegato del programma, con la restante famiglia abbiamo commentato d quanta pochezza basti a volte per diventare famosi.

Ma alla mia famiglia non piacciono i film di "Natale a …", forse siamo noi che siamo intellettualmente troppo impegnati …. XD a guardare Striscia La Notizia! (Altro programma un pò triste …)
Dai ammettiamolo: non erano sto gran gran chè … sono un fenomeno, come Francesco Salvi! Chi non ha cantato "ESATTO" o "QUESTA MACCHINA QUA DEVI METTERLA LA!"?
Eppure … non ditemi che era un genio musicale, vi prego …! -.-

Storia di una Giulietta stanca

Maggio 14, 2007

Ho un lavoro che mi soddisfa, una serie di hobby che mi appagano … ho un uomo che mi soddisfa e mi appaga …

Però non è costante questa sensazione:
Nel lavoro c’è il solito collega che non fa un cavalo ma che (sotto)pagano quanto me che mi faccio il mazzo.
I miei passatempi sono tanti, ma a casa me li fanno pesare come difetti e perdite di tempo.
E il mio uomo non può abbracciarmi tutte le volte che vorrebbe per ricordarmi che dopo tutto non è importante che il mondo non sia perfetto.

Arrivo al venerdì, facendo rinunce e sfaticate per sistemare tutto e far "tornare i conti", cerco di essere propositiva e attiva nei mutamenti di questo ufficio che dopo tutto conta anche su di me, in negozio sfodero creatività, io non sono del tutto disillusa e credo ancora che possiamo migliorarci!

Poi capita un inconveniente, anche il più cretino, e tutto se ne va a monte perchè sopra di me non hanno più voglia di lottare contro la sfiga che ci perseguita.

E sta mattina mi sveglio già stanca, demotivata, e come ciliegina sulla torta mi arriva un SMS della Vodafon con la sua carinissima frase Zen:

"La perseveranza è una virtù.
Ma lo sforzo deve tendere verso un fine ed avere appagamento."

Alphonse_mucha_poetry

This is the question ….

Aprile 27, 2007

… sabato scorso arrivo a Firnze per lavoro e mi siedo accano ad un argentino.
La vita è strana, ti porta sempre dove non pensi.
Il mercato equo a messo in piedi una filiera per la produzione di T-shirt proprio in Argentina, appoggiandosi a quei gruppi che hanno occupato fabbriche falimentari, mettendo in piedi un concetto salubre: il lavoratore merita diritti e dignità. E io ho incontrato uno dei rappresentanti di queste fabbriche.

Bene: seduta accanto ad un uomo che a 35 anni ha già la voce stanca e amareggiata di chi ha vissuto troppo, parlando di lavoro e del povero Maradona, che porca miseria lo lasciassero in pace!, mi ritrovo a congiungere pensieri strani.
Lui quasi un coetaneo che con due figli a cui pensare non sa mai come si sveglierà la mattina e come vivrà, perchè può andare bene come tutto male, e io che ho la stessa ansia ma per tutt’altri motivi.
Lui non saprà come farà a mangiare, io non sò se riuscirò a mangiare.
Mi è venuto da pensare che devo proprio essere un pò stupida, insomma …. all’improvviso vorrei essere più intelligente per farmi più domande! E lui mi risponde che ha troppe domande senza risposta …

"Ma vedi, tu hai le domande! Almeno hai quelle, no?
Vabeh, poi le risposte arriveranno … Dio prima o poi te le darà anche se non sai come e quando, ma te le darà, è solo questione di tempo ……. io invece non ho domande, e se mi arriva una risposta non sò mai di averne bisogno, così finisce che la spreco ……"

"……… io però …. ho tante domande alle quali non ho risposta."

E c’è stato così tanto dolore in quella frase che è sembrato anche a me che tutte le forze non basteranno per quello che vorresti: ribaltare la realtà.

E io non mi sono sentita più fortunata però … dopo tutto io ho fiducia nei miei dubbi, ma di reali risposte non ne ho.
Ci vuole forse un pò di ottimismo e di fiducia …
Ma quanta forza ti può rimanere se lotti ad armi impari?

Io sarò sempre la figlia assurda piena di ideali comunisti per i miei genitori, e mi diranno per sempre che se fossi rimasta là sarei una "desaparesida". Eppure non è andata così, e mi ritrovo a collaborare per questa causa.
Il mondo cambia e io contribuisco, io ci credo … e sò che ci vorranno talmente tanti anni che forse non lo vedrò, ma ad ogni dubbio mi rispondo "… ci volessero anni le cose devono cambiare, anche solo per i miei nipoti, io lo voglio un mondo migliore …"

Forse tante domande non servono, e tutte le risposte non bastano.
Forse ne basta una: "Cosa mi farebbe felice?"

12001056

Aggiornamento scritto in un momento di stallo …

Marzo 30, 2007

Oggi sto meglio, meglio di ieri, e meglio di settimana scorsa.
Non sò cos’è stato, ma sta matina mi sono svegliata come nuova!
Oth_pen40

Così sono andata a lavoro, e poi a Milano, dallo strizzacervelli.
Oggi pomeriggio parto, e vado a Udie dal mio Amore Amorissimo, sto aspettando solo che si faccia l’ora di partire!

Settimana scorsa in realtà ci siamo visti, dopo un mese che rimandavamo, ma ci siamo anche condivisi con gli amici, e non è la stessa cosa che essere solo io e lui …
Anche se non è facile spiegarlo alla mia famiglia.

In casa si respira un aria strana, mia madre corrode tutto con questa tensione che ha dividendosi tra contentezza per me e altrettanta insofferenza.
Se da una parte è felice per la persona con cui sto, dall’altra mi odia per motivi un pelino astrusi.

E come se non bastasse Romeo è al suo ultimo giorno, oggi dovrebbero aiutarlo a morire …
Ormai è ridotto ad un ammasso di ossicini, dolorante, piangente e sanguinante, perchè non fa che ferirsi la testa,tentando ti togliersì non si sà che dolore …
Sta morendo e mi lascia un brutto senso di vuoto, perchè se lo guardo non vedo più il micione che si occupava di coccolarmi quando stavo male …. e tutti i ricordi che ho di lui da quando è nato sono ancora vividi, e morbidi, caldi e cicciottelli com’era la sua  pancia quando iniziò lo svezzamento …

Per me rimarrà il mio battuffolino bianco, il mio morbidone al quale dormivo abbracciata, e spererò, come quand’ero piccolina, che finisca in un paradiso dove ho collocato la mia nonna, con la certezza che starà meglio, e che lei si occuperà i lui  …
Romi_1

Tornare

Gennaio 23, 2007

Decisamente difficile, anche se non sembra, tornare a scrivere quanto prima …
Non che non abbia da dire … ma sono rimaste indietro tante di quelle cose..!

Ogni volta che apro il mio blog mi rendo conto che ho persino il profilo da riaggiornare …. allora rimando e rimando ….

Potrei a questo punto far finta di niente e procedere come se niente fosse….

Che non è una cattiva idea!

DUNQUE! Sta mattina ho presentato un percorso sul razzismo in una 3° media! CHE NERVI! Mi è capitato uno che non aveva voglia…scazzato come un gatto al sole! E il resto della classe dietro….
Che poi, dico io, avessero dovuto sorbirsi una lezione…! NO! Avevano un gioco di ruolo: classe divisa a metà, separati in due stanze diverse, mettevano in scena 2 culture diverse, e a turno a 2 a 2 provavano l’ebrezza della emigrazione e dell’immigrazione.
Non è noioso, chiapperi!
Poi discussione aperta, dovrebbero essere felici!
INVECE NO: "Ma sto gioco a che serve? Non ha senso …. che centra col razzismo???"

COME CHE CENTRA????

Non si può parlare di razzismo senza provare sulla propria pelle cosa significhi essere diversi.

Non tutti i ragazzi sono così, fortunatamente … però devo ammettere che sono preoccupata.
Mi capita sempre più spesso trovare adolescenti neurologicamente deceduti ……

Una e-mail che mi ha commosso …

Maggio 26, 2006

"Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione,
quella di noi nati agli inizi degli anni ‘80 (anno più,anno meno), quelli che
vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte
tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.

Noi non abbiamo
fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli
anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e la nostra memoria
storica comincia coi Mondiali di Italia ‘90.

Per non aver vissuto
direttamente il ‘68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di
politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli
minori e discendenti.

Babbo Natale non sempre ci portava ciò che
chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto
tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e
nessuno glielo dice.

Siamo l’ultima generazione che ha imparato a
giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a
un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi,
ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a
colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa
di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande
bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo
avute dopo i 10 anni.

Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il
giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai
gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2…

Siamo stati
etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors,
Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai
che delusione).

Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate
dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi,
cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.

Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la
droga.

Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come   
Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.

Ci
ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo
vissuto nessun avvenimento storico.

Abbiamo imparato che cos’è il
terrorismo,abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni
improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani
vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra
(Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.).

Abbiamo gridato NO NATO, fuori le
basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di
colpo un 11 di settembre.

Abbiamo imparato a programmare un
videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo
Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.

Siamo la
generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei
gettoni del telefono.

Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla
Ricerca dell’Arca Perduta.

Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big
Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci
davano le caramelline di zucchero come resto.

Siamo la generazione
di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare…"), delle sorprese del
Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons,
Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman,
Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le
Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore.

La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno
insieme.

La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ‘82, e che
ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di
quest’anno è la favorita…

L’ultima generazione a vedere il proprio
padre caricare  il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in
vacanza 15 giorni.

L’ultima generazione degli spinelli…

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:

viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza
air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe
turista.

Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di
medicinali con chiusure a prova di bambino.

Andavamo in bicicletta
senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di
ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.

Non c’erano i cellulari.

Andavamo a scuola carichi di
libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli
spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!

Magiavamo dolci e
bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine.

Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai
infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri
sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto.

Non avevamo Playstation,
Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari,
computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per
terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei
parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!

E le
ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al
gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e
abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno di nostri?
Congratulazioni!

Invia questo a tutti coloro che hanno avuto la
fortuna di crescere come bambini."

Taglia 38

Maggio 10, 2006

Due settimane fa in Spagna è stata vietata la taglia 38.
Come in Argentina, l’ urgenza di combattere l’ anoressia quale epidemia sociale, è stato fatto un passo che mi domando il mondo come lo guardi …
Io? Io sono felice.

Quando ero grassa entravo nei negozi col magone, mi guardavo attorno e mi sentivo un mostro. Prendevo i capi e li scrutavo dicendomi "Non ci entrerò mai" canticchiandomi "quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due …" ….. e uscendo dai negozi ridevo ricordando il film "Il club delle prime mogli", quando una delle protagoniste, furibonda per la sua dieta e per non essere più giovanissima, di fronte a una vetrina con un abitino minuscolo indignata urla al suo miglior amico:

"DIMMI! CHI DOVREBBE ENTRARE IN QUEL ABITINO??? EH?! UN’ ADOLESCENTE ANORESSICA??? UN FETO???"

Una volta dimagrita mi sentivo sempre orribile, così il mio Strizzacervelli, le mie sorelle, mi spingevano a scoprirmi migliore e migliorata ……. di tentare di sentirmi appagata della mia fame per fermarla. Fare shopping! Cambiare l’ armadio, rinnovare la propria visione del proprio io!

Ma entrare in un negozio per feti e adolescenti anoressiche mette non poca ansia se sei sicura di essere un botolo rotolante che lievita anche solo se sente il profumo del cibo …
E io guardavo la 38 e mi riproponevo di entrarci, perchè chissà come mai con in mano una 42 mi sembravo enorme!
Nemmeno guardavo l’ etichetta: aprivo i pantaloni, guardavo il giro vita e dicevo:

 "è enorme!"

Sorellina Preferita diceva:

"Ma sei deficiente?? Ma non lo leggi che è una 42?!"

"Una 42?!?! …. giura …. e io ci entro? In una 42?? … ma dai …"

"…61_2

… sei proprio deficiente …"

Io credo che un aiutino ci voglia …… quando uno sta male, se non ha nulla intorno che la aiuti a vedere la verità, è più facile che si smarrisca …
E poi non ho mai capito perchè uno stilista debba progettare vestiti utopici da vendere! I suoi abiti dovrebbero essere destinati a noi … perchè invertire i ruoli?

Buona Pasqua

Aprile 15, 2006

 

“ Non si può dire agli altri se non quello che
nasce dall’ emozione profonda del nostro cuore “

                             Settimana Santa Comunione e Liberazione

Per molti anni ho seguito, durante gli anni del Liceo Artistico, il gruppo di Gioventù Studentesca.
Per Pasqua organizzavano quella che veniva chiamata "Tre Giorni" ……. tre giorni in cui da tutta Italia ci si riuniva in una sola città, e come gruppo ci dedicavamo alla meditazioni sui misteri della fede cristiana.

E’ emotivamente molto coinvolgente, soprattutto perchè raramente ci si dedica a fare silenzio, a meditare … a cercare di capire dentro di se cosa si prova, e ogni sera sedersi tutti insieme a parlarne, discuterne, confrontandosi.
Ricordo che era normale trovare qualcuno seduto in disparte a compilare un diarietto, mentre io e altri, attorno a un posacenere, ci  scambiavamo pareri su più argomenti. Andare a cercare il prete o l’ adulto di turno, per fare domande, esprimere dubbi senza vergogna …

In quei tre giorni lontani dalla solità baraonda ormo-adolescenziale, dagli scleri per-interrogazione, e da tutto quello che significa avere 16 anni, poco più o poco meno, per un pò soffermavo su di me.

La Pasqua per un cristiano racchiude la propria forza di credere, una rinascita del proprio io rinnovando la propria fede. Si vorrebbe condividerla con tutti. La fede è un incontro.
Per me ogni Pasqua riporta alla mente questo. Anche se da anni non riesco a varcare la soglia di una chiesa … (io e la mia fede stiamo cercando una dimenzione … siamo offese con la parte umana della chiesa.)
Non dimentico che non posso trasmettere qualcosa che non mi appartiene.

Quando incontri una persona che ti cambia dentro, che ti da talmente tanto da non sentirti più lo stesso, sai che è unica … speciale! Non dubiti mai di lei, e puoi riporre in lei una fiducia smisurata. Quando fai un incontro simile vorresti dirlo a tutti, vorresti che tutti capissero quello che è significato quel incontro, e desideri che tutti possano sentirsi felici quanto te.
E lo stesso vale per le esperienze … per le passioni! Un libro, un film … una canzone!

Io ho fede, ma cio che conta è essersi fedeli! In questo angolino di bloggers, dove tutti proviamo a narrarci, vi auguro che non dimentichiate mai questo, che non smettiate di emozionarvi nel profondo …. nel bene e nel male.
Anche questa è una Pasqua … anche per chi non crede!

Auguri!
Agnellook

Pensierini …. 2

Marzo 17, 2006

Ieri con una mia amica mi sono ritrovata a ricordare quando ho capito di essere davvero molto dimagrita …

Sono andata allo sportello della stazione a chiedere informazioni, con il mio solito sorriso gentile, con la voce calma e l’ atteggiamento di chi non vuole disturbare … tentando di lenire i toni aspri di chi sta dietro il vetro e di solito NON C’ HA VOGLIA DI DOMANDE CRETINE.
Invece eccomi lì, con quel solito tizio della biglietteria, che incantevole, mi indicava a quale sportello avrei trovato una risposta esauritiva … e buon giorno! Si figuri!

Caspiterina. E da quando?, mi sono domandata … gia mi aggrovellavo, tentando di capire le volte precedenti cosa avessi potuto sbagliare se invece quel mattino mi ero conquistata quel atteggiamento ……….. e quel giorno ho guardato la vetrata della sala di attesa, in quei vetri oscurati ho intravisto la mia sagoma:

"Ho davvero 30 kili in meno …"

Quando ero grassa, per quanto si finga che conti poco, la gente ti guarda e ti tratta diversamente, chiunque gradisce di più un bell’ aspetto, che una personalità formata.

Nella mia bulimia, con il mio ripudio per il corpo, non percepivo (ne percepisco) il mio peso come soddisfacente pur pesandomi ogni giorno e ritrovandomi coi vestiti immensi e informi a coprire un corpo cambiato … mi sentivo sempre orribile, per me sono sempre grassissima ….. Eppure cominciavo a capire eccome che quel pensiero non equivaleva alla realtà.

Il brutto sta nel averlo scoperto in questa maniera orribile: confrontando i miei 65 kili di allora ai miei 98 non nella sostanza, ma nelle cose antipatiche e ingiuste che ho dovuto deglutire mio malgrado. Battutte umilianti … sguardi ironici … risposte antipatiche …
Come nei film americani più tristi, eccomi lì, dopo un anno, con tutti i sorrisi e le galanterie del mondo …

Perchè il mondo attorno si sofferma prima su cio che vede … e lo fa anche con ignoranza.

Come quando ci siamo trasferiti dall’ Argentina: che chiapperi, per anni trattati come emigrati ignoranti del terzo mondo, e solo perchè nel paesino di quattro gatti dove stavamo eravamo gli ultimi arrivati!

E per fortuna siamo bianchi! Io ai miei lo dico sempre! Perchè io penso a due o tre amici che ho … La mia compagna di banco al liceo, quella che considero la amica più importante, l’ amicizia che si è protratta nel tempo nonostante tutto, è cinese. E’ una ragazza colta, che viene da una famiglia distinta e importante, vive in Italia da 16 anni, ma qui c’ è chi non perde occasione per trattarla manco vendesse accendini per i ristoranti …. e una ragazza per la quale ho smosso il mondo per "salvarla" dal suo compagno violento, una ragazza con cui ci sentiamo sorelle … qualcuno mi spieghi perchè devo ricordarmi che NON è bianca nel momento in cui andiamo in giro …. perchè che lei è Etiope non è un segreto, il suo orgoglio di essere nera lo ha ben dentro … ma per gli altri lei NON è bianca! E al bar ci servono scocciati, nei negozi ci guardano con circospezione. Ha un cognome Italiano, è nata qui, è più italiana di me! Le prime volte che parlavamo mi disse: "Giuli, quando mi chiamano per un colloquio e mi vedono, cazzo, loro si aspettano la ventenne bianca e arrivo io! Dovresti vedere come ci rimangono male perchè sono negra! … e non è che mi vergogno, io sono felice di esserlo, ma la gente è razzista, e la mia vita è un casino… Se fossi bianca ste cose non le dovrei vedere!"

E mica si veste in modo strano …. [devo raccontare di come ti trattano se ti vesti da Fly (tutta larga, da rapper americano), invece che da "persona civile" come dicevano i miei professori a scuola? E lì scateni le attenzioni di tutti i controllori dei mezzi esistenti, le apprensioni dei negozianti, e le avvertenze superflue dalle persone anziane ... ... ... in compenso se giri per postacci o quartieri brutti, i delinquenti ti guardano appena, in metro non cercano di rubarti il portafoglio ... Moho ]

E io lo dico col cuore in mano: per me la razza finisce infondo alle sensazioni quando parlo con loro … o di loro … talvolta qualcuno mi ha fatto notare con una certa apprensione di non aver avvertito che è cinese … o nera … quella persona di cui avevo parlato.

Che cavolo! E mica ci penso! Io mica avverto tutti che Pinca Pallina è bionda, o che Tizia ha un neo sul labbro! Se Alcippa è riccia e bruna ti cambia qualcosa?

In america hanno fatto un reality: Black.White, dove si sono divertiti a mascherare i bianchi da neri e i neri da bianchi, in giro per l’ America. Per quanto si raccontino tolleranti, dentro dentro vivono guardando cio che c’ è fuori, il valore della persona viene dimenticato, tant’ è che nemmeno sanno arricchire loro stessi, si sentono felici di cio che possono far vedere di se …
Tanto  per constatare quanto sia complicato vivere in un mondo che vive del superficiale.